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Novi Ligure. Oggi lo sciopero dei dipendenti Ilva, presidio alla prefettura

È in corso da questa mattina alle 6 lo sciopero di 24 ore indetto da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil per protestare contro la situazione di grave incertezza che si è venuta a creare negli stabilimenti ex Ilva, che per la sola fabbrica di Novi Ligure “vale” 700 dipendenti diretti più l’indotto.

I sindacati dei metalmeccanici con le Rsu dello stabilimento hanno deciso con i lavoratori di proclamare uno sciopero di 8 ore per turno con un presidio davanti alla fabbrica e davanti alla Prefettura di Alessandria “per sottolineare l’allarme sociale e il fatto che qualunque tipo di confronto con l’azienda deve avvenire con il coinvolgimento del sindacato e dei lavoratori”.

“L’accordo sottoscritto l’anno scorso presso il ministero dello Sviluppo economico è stato frutto di una lunga trattativa e aveva già lasciato migliaia di lavoratori fuori, in cassa integrazione. Pensare di rimettere in discussione quell’equilibrio basato su un piano industriale e ambientale in cui Arcelor Mittal si era impegnato a mantenere l’occupazione e la produzione dell’acciaio da Taranto a Genova, Novi, Racconigi, Marghera, non è accettabile e soprattutto non può avvenire senza che i lavoratori siano informati di ciò che si sta discutendo”, dicono i sindacati.

Le segreterie di Fiom, Fim e Uil, insieme alle Rsu, saranno ricevute dal prefetto per manifestare la propria preoccupazione, “ma anche la rabbia di chi da anni non vede un futuro per il proprio posto di lavoro in un settore e un territorio già pesantemente colpiti dalla crisi industriale”, spiegano.

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