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Novi Ligure. Pernigotti, ancora speranze e ancora incertezze

Ancora speranze e ancora incertezze per lo stabilimento Pernigotti di Novi Ligure. Ieri pomeriggio, al vertice convocato al ministero dello Sviluppo economico, sono state presentate novità positive per la fabbrica dolciaria novese. Che però non convincono del tutto: a lasciare delusi i sindacati è stata la mancanza, nel nuovo piano industriale, di numeri certi e di chiare prospettive economiche.

"Al momento l'aspetto positivo di questa vicenda è che 70 lavoratori, a un anno dalla crisi Pernigotti, sono al lavoro e insieme a loro anche i 60 stagionali, inizialmente messi da parte dalla trattativa. Tuttavia, il piano industriale presentato ci sembra una dichiarazione d'intenti con percorsi ancora tutti da definire e che non ci rassicura circa la produzione post natalizia": a dirlo Pietro Pellegrini, della segretaria nazionale Uila. "Nel piano - ha detto ancora Pellegrini - mancano le risorse che saranno messe in campo per realizzare gli investimenti e attuare le buone intenzioni commerciali e produttive che il Gruppo propone. Il nostro auspicio è che il ministero del Lavoro accordi il cambio della causale della cassa integrazione per salvaguardare attività produttiva e occupazione, così da poter verificare il piano di risanamento in atto da parte dell'azienda". Attualmente infatti la cassa integrazione è "per cessazione" e terminerà il 5 febbraio 2020. I sindacati chiedono che venga convertita in cassa "per ristrutturazione aziendale" ed estesa a due anni.

Al termine del vertice, la sottosegretaria al Mise Alessandra Todde ha dichiarato che "dall’incontro di oggi emerge un quadro positivo in quanto l’azienda ha riconosciuto il valore dello storico marchio del Made in Italy e ha confermato il proprio impegno a rilanciare il sito di Novi Ligure, ampliando le produzioni e salvaguardando i lavoratori".

Scendendo nei dettagli, il piano prevede la riorganizzazione delle attività, investimenti sullo stabilimento produttivo e l’efficientamento della produzione, che potrà contare anche su una strutturata collaborazione con la cooperativa Spes e il gruppo Optima capace di garantire un aumento dei volumi produttivi. L’azienda, inoltre, prevede di trasferire a Novi Ligure le produzioni di creme e tavolette attualmente realizzate in Turchia. Il piano sarà accompagnato da investimenti sul personale, con l'utilizzo degli ammortizzatori sociali, e secondo quanto emerso il ministero del Lavoro dovrebbe convocare a breve le parti per l'accesso alla cassa integrazione per crisi aziendale e riorganizzazione, cambiando la causale della precedente cassa per cessazione.

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