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Redazione

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Mystery Train del Febbraio 2018 - “Slow Dancing Blues“ 

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DischidellaSettimana:

CaseyHensley-“ L i v efeaturingL a u r aC h a v e z “ (VizzTone)

Esordio col botto per la giovane “blues-girl” californiana, già pupilla della compianta Candye Kane. Sul palco dalla tenera età di cinque anni , l’ esuberante “chanteuse” di San Diego firma la sua opera prima, fissando su cd una deflagrante esibizione dal vivo nei “Thunderbird Studios” di Oceanside, Ca. A dirigere la bandla straripante Laura Chavez,

già compagna della Kane nei delicati ultimi anni di vita. Sul palco anche Evan Caleb Yearsley, figlio della cantante scomparsa nel 2015, il noto sassofonista Johnny Viau e il

bassista Marcos C. Il concerto si apree si conclude con brani di Big Mama Thornton,

imprescindibile modello ispirativo. La scaletta snocciola poi titoli di Irma Thomas, S. J.

Hawkins, Willie Dixon, J.Guitar Watson e Koko Taylor, altro riferimento basilare. Tre

brani portano la firma di Casey, che ci travolge con la sua esuberante personalità nei

pezzi up-tempo, ma è altresì capace di emozionarci nelle avvolgenti ballate. “Janis Joplin

sarebbe fiera di lei” afferma Rita Coolidge. Parole che ci sentiamo disottoscrivere, tante

sono le caratteristiche di Casey che rimandano alla leggendaria “vocalist” texana. Adesso

l’ attendiamo alla prova in studio senza pubblico.

DaveKeyes - “The Healing“ ( KeyeslandMusic )

Il talentuoso tastierista e cantante newyorkese vanta nel suo curriculum collaborazioni

passate di assoluto prestigio: da Odetta a Bo Diddley, da Marie Knight a David Johansen.

Attualmente parte integrante della band di Popa Chubby, ma anche al servizio di Ronnie

Spector e Slam Allen, Keyes incrementa la discografia solista, già di alta qualità, con un

nuovo lavoro disicuro interesse. Blues, soul, rhythm & blues e gospel – la sua grande

passione – vengono mescolate con assoluta maestria e calorosa partecipazione. Il massiccio

“boss” Popa Chubby è presente con la sua chitarra in cinque brani. Negli altri la “sei corde”

è nelle mani di Arthur Neilson e George Naha. Da segnalare inoltre l’apporto all’ armonica

di Rob Paparozzi , il “cameo” vocale di Vaneese Thomas e il costante lavoro del bassista David J. Keyes. Nessuna parentela con il titolare, come viene sottolineato nelle note.Dave

si ritaglia anche uno spazio tutto personale - solo piano – nello sfavillante “Boogie For Stefan”, una delle nove tracce autografe della “songlist”. Solo due i “recuperi”, provenienti

dai canzonieri di Robert Johnson e Sister Rosetta Tharpe. Il disco è dedicato a Leon Russell, scomparso un paio di anni fa e riconosciuto come autentica fonte d’ ispirazione. 

K i n g s&A s s o c i a t e s-“ T a l e s O f A R I c hG i r l “(Autoprodotto)

Il quintetto australiano di Adelaide, guidato da Angela e Stephen Portolesi, pubblica un nuovo album a tre anni di distanza da “Red Dress”, promettente esordio salito al primo posto nelle classifiche blues nazionali di “i Tunes”. Registrato in California – Los Angeles -

e mixato a Nashville, Tennessee, questo secondo lavoro conferma le ottime impressioni

suscitate nel 2014 e ci presenta una band che sta compiendo passi da gigante nel percorso

di maturazione creativa ed evoluzione stilistica. Il gustoso mélange di blues, r&b, soul, funk, country e roots music si è fatto più personale e ancora più intrigante. La voce di Angela è sempre più sensuale e dinamica e i duetti con il chitarrista Benjamin Cunningham sempre più convincenti e accattivanti. Tra i brani, tutti originali, da ascoltare

con attenzione l’iniziale “Truth Be Told”, con l’ intro jazzy che lascia il posto a un ritmo funk e al fuoco gospel dei cori, la gemma r&b “Deadwood”, la deliziosa “Nitty Gritty”, che

strizza l’ occhio al Memphis Sound e le escursioni country di “God Bless Mama”. Ma, in

verità , qui non c’ è nulla da gettare e tutto è davvero molto godibile.

Jack Tempchin-“Peaceful Easy Feeling–The Songs of Jack Tempchin” (Blue Elan)

Noto soprattutto per i memorabili hits scritti per gli Eagles negli anni ’70 e per i successivi

dischi solisti del compianto Glenn Frey, Jack Tempchin è un autore prolifico, ispiratoe molto amato. Le sue composizioni sono state interpretate con successo da un vasto numero

di artisti. Ricordiamo George Jones, Emmylou Harris, Dwight Yoakam, Glenn Campbell,

Linda Ronstadt, Tom Rush, Richie Havens, Candye Kane…e ci fermiamo qui per motivi di

spazio. Da qualche anno Tempchin ha cominciato a incidere dischi con una certa regolarità, rivelandosi anche interprete sensibile e misurato. In questo nuovo capitolo vengono rivisitate, con nuovi arrangiamenti, alcune delle pagine più significative della sua

prestigiosa produzione. Naturalmente non potevano mancare i due titoli immortalati dalle

“Aquile” : “Peaceful Easy Feeling”, che intitola la raccolta e “Already Gone”, impreziosito

dall’ apporto di Chris Hillman e Herb Pedersen. Da incorniciare gli emozionanti duetti con

Janiva Magness in “Soul Searchin’” e Rita Coolidge nella romantica “Slow Dancing”, con il

pianoforte di Chris Garcia. Ben sette dei dieci brani in programma sono firmati a quattro

mani con l’amico fraterno Glenn Frey, scomparso all’ inizio del 2016. E proprio a Frey è

dedicato il disco. Un’ autentica e profonda amicizia durata quarantasei anni e rievocata

da Jack nelle accorate note di copertina.

Le AltreN ovità:

Andrea Marr, Janiva Magness, Sharon Jones & The Dap-Kings, Corey Dennison Band,

Kenny Wayne Shepeher, Marshall Lawrence, Josh Hoyer, Tyler Morris Band, Popa Chubby,

The Wildcat O’ Halloran Band, Don Bryant, Carolyn Gaines, Gregg Stewart, Beth Wimmer,

Muddy Gurdy, Steven Casper & Cowboy Angst, Mick Kolassa with Patti Parks, Eric Bibb.

DalPassato :

The Eagles, Van Morrison, Candye Kane, Mississippi Fred McDowell.

Benvenut ia Bordo !

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A Shot of Good Blues   

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D i s c h id e l l a S e t t i m a n a :

SamanthaFish-“ Belle OfThe West “( Ruf )

Momento particolarmente felice e prolifico per la giovane cantante e chitarrista di Kansas City, Missouri. A pochi mesi di distanza dal precedente “Chills & Fever”, registrato a Detroit, Michigan e votato alla tradizione soul e r&b anni’60, attraverso una manciata di

“hits” minori, la bella Samantha si immerge nell’ atmosfera rilassata dello Zebra Ranch

Studio di Indipendence, Mississippi e licenzia un sorprendente album di country-blues.

Con la produzione del padrone di casa Luther Dickinson e il prezioso apporto dei suoi

amici più fidati – Jimbo Mathus, Lightnin’ Malcolm, Amy LaVere, Lillie Mae, Sharde Thomas – “Belle Of The West”, è di Mathus la deliziosa “title-track”, è un’ opera di

affascinante bellezza, profondamente segnata dalla tradizione country e blues di North

Hills. “Poor Black Mattie” è proprio il cavallo di battaglia di R.L.Burnsidee Sharde Thomas

altro non è che la nipote di Otha Thomas, campione dello stile “fife and drums”. Ma il

talento e la personalità della Fish emergono comunque con discrezione ed eleganza e

“Belle Of The West” è un ulteriore passo avanti nel suo percorso artistico quanto mai

suggestivo. Chissà quali altre sorprese ci riserverà la “Bella del West” per l’anno appena

iniziato…

AlastairGreene -“DreamTrain“( Rip Cat )

Per sette anni al servizio di Alan Parsons, la leggendaria rock-star di “Eye In The Sky”,

Alastair Greene ha da tempo intrapreso una propria carriera indipendente, orientata senza

esitazioni verso sonorità molto elettriche che incrociano blues e rock. Secondo la rivista

“Blues In Britain”, lo stile fortemente eletrico e passionale di Greene risente dell’ influenza di nomi storici quali Cream, Johnny Winter, Santana e Jimi Hendrix. Artisti dai quali è

difficile prescindere. Ma lungi dall’ essere semplicemente un artista derivativo, il chitarrista

e cantante californiano si è ormai ritagliato uno spazio distinto e personale e questo nuovo

album pubblicato dalla rediviva etichetta di Los Angeles, Ca. ne è la prova più evidente.

Su questo “treno da sogno”, oltre al trio base – con Greene Jim Rankin al basso e il batterista Austin Beede – salgono anche alcuni ospiti speciali di prestigio. La chitarrista a Debbie Davis con i colleghi Walter Trout e Mike Zito; il tastierista Mike Finnigan e il mago

dell’ armonica Dennis Gruenling. Il programma costituito da dodici potenti brani originali

e una sola “cover” – un inedito degli ZZ Top – e la produzione affidata alle esperte mani di

David Z ( Buddy Guy, Gov’ t Mule, Kenny Wayne Shepherd…), fanno di questo album

un’ opera vincente e tra le più meritevoli nell’ affollato panorama blues-rock degli ultimi mesi.

Lik h o Duo-“ B l u e sA n dT h eW o r l dB e y o n d “ (Autoprodotto)

Il ventisettenne chitarrista e armonicista italiano Noé Socha arriva da Carpi ( Mo ), si è

laureato al Berklee College of Music di Boston, Mass. e ha collezionato numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso “Jimi Hendrix Award”. Ha collaborato e inciso, inoltre,

con artisti di primo piano quali Nona Hendryx, Vernon Reid ( Living Color )e Paula Cole. 

Di vent’ anni più anziano, il contrabbassista texano Cilff Schmitt ha iniziato con una “cover

band” dedicata a Stevie Ray Vaughan, per poi essere ingaggiato dal cantante di R&B Al “TNT” Braggs, autore di canzoni per Bobby Bland e Aretha Franklin. In seguito, stabilitosi

a New York City,ha preso parte a tours del bluesman Michael Powers e del celebre jazz singer Curtis Steiger. La coppia, insieme dall’ autunno del 2016e con base a New York, si esibisce con regolaritàin noti clubs della Grande Mela” : The Bitter End, Terra Blues,

Pete’ s Candy Store. “Blues And The World Beyond” è il loro eccellente album d’ esordio, interamente strumentale. Dotati di una tecnica sopraffina e, allo steso tempo, di un calore esecutivo particolarmente coinvolgente, Noé e Cliff ci regalano un’ opera che si fa apprezzare da subito per la cristallina bellezza e la notevole carica emozionale. La scaletta, molto godibile, presenta sei titoli autografi e otto “covers” pescate dai canzonieri di Willy Dxon, Muddy Waters, Freddie King, Hoagy Carmichael, Sonny Boy Williamson, Led Zeppelin ( “Black Dog” ) e il nostro Renato Carosone. Sorprendente la versione in chiave “gypsy jazz” di “Tu Vuo Fa L’ Americano”.Blues , soprattutto, ma anche altro : rock, folk, pop, classica, new age. Proprio come dice il titolo…Da gustarsi in completo relax.

M o j oMonkeys- “SwerveOn ( Medikull )

Il chitarrista Billy Watts, il bassista Tarak Prodaniuk e il batterista David Raven – tutti

cantano e risiedono a Los Angeles, Ca. – sono noti da tempocon il nome di Mojo Monkeys.

La lista delle passate collaborazioni è davvero corposa e di assoluto prestigio : Bonnie Raitt,

Merle Haggard, Richard Thompson, Lucinda Williams, Dwight Yoakam e potremmo andare

avanti…Molto spesso in tour in Europa, hanno recentemente accompagnato la cantautrice

californiana, ma residente in Sivzzera, Beth Wimmer, nel suo album appena pubblicato. Questo nuovo lavoro –il terzo della serie – colpisce e conquista immediatamente per la gioiosa verve e la contagiosa energia emanate dai suoi solchi. Il contenuto ?...”Americana”

a 360° : country, r’n’r, swamp pop, honky tonk, New Orleans Sound, blues, Texas swing

e altro ancora…Il tutto servito con una freschezza e una vitalità sbalorditive, di sicuro

amplificate in concerto. Tutti i brani della raccolta sono composizionioriginali del trio,

eccezion fatta per “Ride Your Pony”, firmata dall’ indimenticabile Allen Toussaint con lo

pseudonimo di Naomi Neville e portata al successo da Lee Dorsey nel 1966. “Swerve On”

va ad inserirsi con merito nel novero delle cose più divertenti e genuine degli ultimi tempi. Consigliato a tutti coloro che si sentono un po’ giù di corda e hanno bisogno di qualcosa di piacevole per recuperare il buonumore.

L e A l t r eN o v i t à :

Kelly Z, Heather Newman, Neila Dar, Jim Shaneberger Band, Billy Walton Band, Delta Wires, Emily Herring, Chris Hillman, Leonard Griffie, Little G.Weevil, Sideshow Tragedy,

James Armstrong, Duke Robillard & His Dames of Rhythm, Backtrack Blues Band,

T Sisters, Johnny Tucker, Ilana Katz Katz, Janiva Magness, Sabrina Oggero Viale &

Alberto Marsico, Ilya Portnov.

Dal Passato :

James Harman, Little Eva, Arthur Alexander, Luther Allison.

BenvenutiaBordo!

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M y s t e r y T r a i n - “ I O n l y G o t E y e s F o r Y o u “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

A l C o r t e’ - “ M o j o “ ( Autoprodotto )

Una gavetta durata decenni – con i suoi Cavemen già negli anni ’60 apriva i concerti per

stelle del calibro di Jerry Lee Lewis e Ray Charles – per questo signore cresciuto a Buffalo,

NY e da tempo trasferitosi in Arizona. Tutti in famiglia si dilettavano con il canto: dal country al jazz, dall’ opera al gospel e proprio nel coro della chiesa il giovane Al iniziò a

muovere i primi passi. Ma si è dovuto attendere sino al 2015, anno del tardivo esordio con

“Seasoned Soul”, per vedere finalmente fissato su disco lo spettacolare talento vocale di Al

Cortè. E se quel primo atto era zeppo di “covers”, con questo nuovo album le cose cambiano e, oltre alla sensazionale voce del titolare, possiamo ammirare anche la sua prorompente vena creativa. “Mojo” è stato inciso a Memphis, Tenn., città sacra per la “musica dell’ anima” ed in particolare ai Royal Studios, dove in passato furono registrati i grandi successi di Al Green e Willie Mitchell. Uno stuolo di accompagnatori da brivido e tutto funziona che è un piacere, per uno dei dischi soul più indovinati e palpitanti degli ultimi mesi. Da tenere in seria considerazione.

E r i n H a r p e A n d T h e D e l t a S w i n g e r s - “B i g R o a d“ (VizzTone)

Se ciò che colpisce immediatamente è l’ immagine sexy con tanto di calze a rete e tacchi a

spillo, è sufficiente un primo ascolto per capire che ci troviamo di fronte ad una autentica

“blues girl” , attenta più alla sostanza che alla forma. Anche se impegnata su due fronti

- dirige una seconda elettro-funk dance band chiamata Love Whip – la ragazza di Jamaica

Plain, Mass. sembra proprio avere un debole per il blues e per questa seconda uscita ufficiale con i suoi rinnovati Delta Swingers ripete pari pari la struttura della precedente. Quattro titoli originali e sei perle del passato, fatte brillare di nuova luce, dai repertori di Slim Harpo, Fred McDowell, Tommy Johnson e Mississippi John Hurt. E se la volta scorsa era John Prine l’ autore per così dire “fuori luogo”, qui tocca a Randy Newman con “Guilty”, eseguita con intensità e calore dalla talentuosa Erin in completa solitudine. Non perdetela di vista.

B o b b y K y l e - “ I t ‘ s M y L i f e “ ( Juicy Baby )

L’ intenso primo piano dell’artista che canta appassionatamente al microfono – gran bella

foto…- la dice lunga sullo stile di Bobby Kyle e sui contenuti di questo nuovo album.

Un blues che fluisce armonioso e invitante, molto spesso intriso di soul e rhythm’n’blues,

con qualche striatura jazz e la voce di Kyle che non bada al risparmio e si impone per calore e urgenza espressiva. A partire dai tardi anni ’70, Bobby potè contare su una

serie di maestri davvero formidabili. Dapprima Lonnie Mack, poi Bill Dicey ed Eddie Kirkland, per arrivare a Johnny Copeland, alle cui dipendenze rimase dall’ 89 al ’97.

Una carriera iniziata proprio sotto i migliori auspici e proseguita felicemente negli anni

successivi, alla guida dei suoi fedeli Administers. “It’s My Life” è un’ oprea di indubbio

valore e di grande maturità, con notevoli brani originali, alternati a tracce appartenenti

proprio ai “songbooks” di Copeland e Kirkland, ma anche della da poco compianta Denise

Lasalle e Robert Lockwood Jr. Nel sempreverde “Tomorrow Night”, lanciato nel 1947 da

Lonnie Johnson, fa capolino l’ armonica di Little Sammy Davis. Da segnalare inoltre la

presenza dell’ ottimo Dave Keyes, tastierista molto attivo nell’ area newyorkese e qualche

giorno fa in tour nel nostro paese. Altamente raccomandato.

A n d r e a M a r r - “ N a t u r a l “ ( Autoprodotto )

Nata e cresciuta in Sri-Lanka e giunta in Australia a quattordici anni, Andrea Marr inizia

a diciannove ad esibirsi a livello professionale. Nel ’99 è già alle redini di una propria blues

band. Di lì a tuffarsi nella “musica dell’ anima” il passo è stato davvero breve. Questo settimo album arriva dopo una serie di dischi di elevato livello e prestigiosi riconoscimenti

nazionali e la impone all’attenzione generale in veste di autrice ed interprete soul di assoluto valore. Insieme ai suoi Funky Hitmen ci catapulta nel mondo della soul music più

autentica e appassionata : un mix davvero incandescente di Stax Volt e Tamla-Motown. La

traccia d’ apertura è proprio un formidabile biglietto da visita : “Force Of Nature” – titolo quanto mai indicativo – viaggia su un micidiale 4/4 che non lascia scampo. E tutto il disco si snoda poi attraverso ritmi ed emozioni che solo i grandi “soul heroes” – James Brown, Etta James, Otis Redding, Sharon Jones …- hanno saputo trasmettere. Due sole le “covers”

in programma : “Rock Steady” di Aretha Franklin , aggiungetela pure al breve elenco della

riga precedente…, e “What Do I Have To Do”, hit di Marva Whitney datato 1968. La signora

di Melbourne si avvia a diventare una delle “soul sisters” più influenti degli anni a venire.

Pochi i dubbi in proposito.

L e A l t r e N o v i t à :

The Souliz Band feat. Sugar & Spice, Beth Wimmer, Lex Grey & The Urban Pioneers,

The James Hunter Six, Nico Wayne Toussaint, Peter Parcek, The Wildcat O’Halloran Band,

Freeworld, Zachary Richard, Steve Kozak Band, Scott Kirby, Lazer Lloyd, Lucia Comnes,

Mick Kolassa & Eric Hughes, Sharon Jones & The Dap-Kings, Cat Head Biscuit Boys,

Steve Howell & Jason Weinheimer, The Reverend Shawn Amos, Savoy Brown.

D a l P a s s a t o :

Denise Lasalle, Billy Vera & The Beaters, Lou Rawls, Snooky Pryor, The Flamingos.

B e n v e n u t i A B o r d o !

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M y s t e r y T r a i n - “ T h e B e s t o f 2 0 1 7 “

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La prima puntata del 2018 è speciale nella durata e nei contenuti. Due ore e mezzo

- 150 minuti – per passare in rassegna le cose più belle e significative uscite nell’ anno

da poco trascorso. Sul “Treno del Mistero” saliranno ancora una volta molti albums che

sono stati “Dischi della Settimana” nel corso del 2017 e alcuni che, usciti più di recente,

lo saranno a breve. Non una vera graduatoria, con le varie posizioni e l’ ordine sarà, come

sempre, rigorosamente casuale. Potrete così riascoltare tracce dagli ottimi dischi di :

Willa, Lauren Mitchell, Samatha Fish, The McKee Brothers, The Sons of The Soul Revivers,

Altered Five Blues Band, Jimmy Carpenter, Mojo Monkeys, Benny Turner, Bev Grant, Judy

Nazemetz, Monster Mike Welch And Mike Ledbetter, Vanessa Collier, Bobby Harden, Bobby

G with Curtis Grant & The Midnight Rockers, Johnny Rawls, Neila Dar, Ilya Portnov, Geoff

Alpert, Chris Bad News Barnes, The Sherman Holmes Project, Chris Daniels And The Kings

with Freddi Gowdy, John Primer & Bob Corritore, Andy T Band, Bonsoir Catin, Dave Keyes,

Al Cortè, Duke Robillard And His Dames of Rhythm, Wee Willie Walker And The Anthony

Paule Soul Orchestra, Sweet Pea Atkinson, Mindi Abair And The Boneshakers, Terry Robb,

Harrison Kennedy, Doug Macleod, Guy Davis & Fabrizio Poggi, Dan Zanes And Friends, Steve Einhorn & Kate Power ( “Roll Columbia” ), Eric Bibb, Los Straitjackets.

Non presenti in scaletta, ma assolutamente da non dimenticare gli albums di : Mr. Sipp,

Jazzmeia Horn, Watermelon Slim, Lisa Biales, Hot Roux, Chris Bergson, Jack Tempchin,

Adrianna Marie And Her Roomful of All-Stars, Laura Tate, The Mavericks, Raul Midòn,

John Mayall, Eastside Kings, Cary Morin, Taj Mahal & Keb Mo, Albert Castiglia.

Un appuntamento da non lasciarsi sfuggire…Benvenuti a bordo !

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M y s t e r y T r a i n - “ T h i s C h r i s t m a s ! “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

L e o n a r d G r i f f i e - “ Better Late Than No Time Soon “ ( Pangoboy )

Attivo da tempo sulla scena blues di Portland, Oregon, il chitarrista e cantante Leonard Griffie – lodevole in entrambe le mansioni – licenzia un nuovo lavoro che si impone alla

attenzione per la freschezza e la lucidità dei contenuti. Autore prolifico e molto ispirato,

Griffie si rifa direttamente al blues tradizionale, ma attinge anche a piene mani dal r&b

di vecchia scuola, dal calore del soul e dal dinamismo del jazz. Ingredienti miscelati con

cura per ottenere un risultato finale fresco e vibrante, decisamente godibile. Ben supportato da un gruppo di strumentisti capaci ed esperti, Griffie sfodera un programma

formato da 14 originali in cui si alternano pulsanti shuffles e intense ballate soul. Verso

la fine c’è anche spazio per un paio di strumentali ( “Up And At Em”, “I’ m Good Where I Am” ) imbevuti di jazz. Merita tutta la vostra attenzione.

L a r a & T h e B l u z D a w g z - “O u t H e r e I n T h e B l u e” (Lock Alley)

Il sestetto nashvilliano guidato dai coniugi Germony torna all’ incisione e pubblica il terzo

album, che conferma il felice stato di salute della band. Insieme dal 2012 per volere di Lara

( voce ) e Gregg Germony ( basso ), il gruppo ha dato prova del proprio valore con i primi due interessanti lavori : “Devil Moon” ( ’12 ) e il più recente “Howlin’” dello scorso anno.

Opere entrambe caratterizzate da un ricco arcobaleno di sonorità, che dal blues si allarga

ad abbracciare soul, rhythm & blues, pop, rock ed anche jazz. “Out Here In The Blue” non fa altro che rafforzare la presenza del gruppo nel panorama del blues contemporaneo, attraverso una “playlist” costituita da undici tracce originali, in cui scorre un suono spigliato e moderno, ma sempre rispettoso della nobile tradizione in cui si muove. Della serie “Non solo country in quel di Nashville”…

J u d y N a z e m e t z - “ B a l a n c i n g A c t “ ( Autoprodotto )

Soprattutto nota al grande pubblico come affermata attrice di teatro, cinema e tv –

innumerevoli le sue apparizioni a “The Tonight Show” al fianco di Jay Leno e in varie

“sitcoms” e quasi leggendario il personaggio di Smokey Lady – l’ artista di Los Angeles

ha da qualche tempo rivolto il proprio interesse al mondo della canzone. E se l’esordio

nel 2014 con l‘ ottimo “Variety Pak” era stato salutato ovunque con entusiasmo, questo

nuovo album è ancora più maturo e compiuto. Dotata di “sense of humor” raffinato e

contagioso, Judy infarcisce le dodici composizioni della raccolta con una ragguardevole

dose di autoironia. Quale tazza usare per il primo caffè del mattino ? ( “Which Cup ?” )

L’ esaltazione nello stendere i panni lavati sul filo – un vero rito… - senza usare l’ asciugatoio automatico ( “”Clothes On The Line” ). Il vero significato dela parolina che inizia con”F” ( “The F Word” ) L’ accorato appello della signora Claus al marito perché non rientri tardi a casa dopo aver consegnato i regali ( “Santa Can’ tcha” ) Queste ed altre amenità nei testi. E la musica ? Ancora una volta il “pacchetto variegato” che comprende country, jazz, folk, reggae, gospel, calypso alla Jimmy Buffett ( “Miami Underwater” ) . Un

gustosissimo “melange” di generi a cui è impossibile resistere . Davvero delizioso…

V a r i o u s A r t i s t s - “Won‘ t B e Home F o r C h r i s t m a s” (Hemifran)

La svedese Hemifran non è solamente la distributrice per l’Europa di tanta bella musica

“Americana” indipendente , ma ogni tanto si trasforma in una vera e propria casa discografica e ci regala piacevoli sorprese. E’ il caso di questa nuova compilazione di carattere natalizio. Una nutrita serie di serie di “songwriters” – per lo più a “stelle e strisce” – ha aderito con entusiasmo al progetto ideato da Peter Holmstedt e i risultati

sono ben visibili in questa raccolta, che suona alternativa sin dal titolo : “Non Sarò A Casa

per Natale”…Una lista di canzoni, soprattutto ballate e tempi medi, intrise di riflessioni e

ricordi non sempre gioiosi e che per questo propongono una lettura un poco diversa del

periodo natalizio. Ognuna con una storia credibile e stimolante. Tra i tanti nomi presenti,

da non mancare i preziosi contributi di Elliott Murphy, Kenny White, Keith Miles, Barry

Ollman, Jack Tempchin e gli svedesi Citizen K, che chiudono le selezioni. Da non

sottovalutare, poi, le presenze femminili – Annie Gallup, Jude Johnstone, Janni Littlepage- autrici di quadretti molto ispirati. Ritmi più sostenuti con rockabilly e r&r per la veterana Fayssoux e The Refugees. Tutto, comunque, merita di essere ascoltato con

attenzione. BUON NATALE A TUTTI !

L e A l t r e N o v i t à :

Samantha Fish, Heather Newman, Rockin’ Johnny Band, Dave Keyes, FreeWorld,

Ilya Portnov, Little Freddie King, Chris Bad News Barnes, Davis Coen, Mr. Sipp .

D a l P a s s a t o :

Sharon Jones & The Dap-Kings, James Brown, Darlene Love, Raul Malo, Buck Owens
& His Buckaroos, Val Starr & The Blues Rocket, Kurt Elling, Chris Daniels & The Kings,

Leadbelly, Steve Riley & The Mamou Playboys,

B e n v e n u t i A B o r d o e …. B u o n N a t a l e e F e l i c e A n n o Nuovo !

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