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Redazione Musica

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M y s t e r y T r a i n - “ S u m m e r W i n e R o c k i n ‘ “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

V i c t o r i a G i n t y - “ U n f i n i s h e d B u s i n e s s “ ( Blue Door )

Il nuovo album dell’ esuberante vocalist di Tampa Bay, Florida arriva dopo un incandescente “live” registrato di fronte al pubblico amico del Firehouse Cultural Center.

Anche senza applausi l’ atmosfera si mantiene carica ed elettrizzante, con una band – i

suoi Ladyhawke – sempre più precisa e compatta. Victoria, che se la cava egregiamente

anche con violino e chitarra, sfodera tutta la sua voce potente e sensuale in un programma

di brani, per lo più originali, in equilibrio perfetto tra blues, rhythm & blues, soul e Americana.

T o m H a m b r i d g e - “ T h e N o l a S e s s i o n s “ ( Super Star Factory )

Con Kid Andersen e Tony Branaugel è il produttore blues più quotato degli ultimi anni.

Johnny Winter, George Thorogood, James Cotton e, soprattutto, Buddy Guy i grandi artisti

a cui ha legato il proprio nome. Tra i mille impegni sempre in cantiere, Hambridge, anche

eccellente cantante e batterista di prim’ordine, ha trovato uno spiraglio di tempo per lavorare al suo ottavo album. Inciso a New Orleans, come evidenzia con chiarezza il titolo, il disco è un omaggio al suono bollente della “Crescent City” e si avvale della partecipazione di ospiti locali di alto rango. I chitarristi John Fohl e Sonny Landreth, con la sua “slide” dilagante, il tastierista Ivan Neville e il compianto Allen Toussaint, in una delle ultime testimonianze prima della prematura scomparsa ( novembre 2015 ). E poi Hambridge porta con sé dalla sua Nashville il fido Kevin McKendree, mago delle tastiere e le sorelle McCrary e il gioco è fatto. Tredici titoli, tutti originali e di assoluto pregio, imbevuti di blues, soul, r&b e r&r. E non poteva essere altrimenti, da parte di un autore conosciuto come il “Willie Dixon bianco”, per le oltre 400 canzoni consegnate in carriera a interpreti prestigiosi.

W i l l i e J a c k s o n - “ C h o s e n B y t h e B l u e s “ ( Autoprodotto )

Con radici che affondano nel rigoglioso humus della musica “sanctified”- è cresciuto suonando la batteria e cantando nei cori gospel di Savannah, Georgia – Willie Jackson è

diventato un bluesman verace e sanguigno, con il soul sudista e gli inni sacri sempre nel cuore. Dopo un gravissimo incidente occorsogli nel 2009, ha approfondito l’ aspetto creativo , divenendo autore prolifico e specializzandosi negli arrangiamenti. Si esibisce con

una band che varia da trio a quintetto e ci regala questo EP –solo sei tracce,tutte originali –

che colpisce il bersaglio in modo semplice e diretto. Solo blues schietto e ruspante, senza

orpelli e inutili sofisticazioni.

Too Slim And The Taildraggers - “ High Desert Heat “ ( VizzTone )

Ormai da anni uomo di punta nel panorama blues-rock internazionale, Tim Langford in arte Too Slim, si presenta con tutte le carte in regola alla nuova scadenza discografica.

Tutti i sei lavori precedenti hanno raggiunto la Top Ten delle classifihe blues di Billboard,

con un suono elettrico ricco e potente, ma con venature melodiche capaci di smussare gli

spigoli più acuti. Anche questo settimo sigillo – registrato a Nashville, Tenn. dove il gruppo,

originario di Spokane, Washington,attualmente risiede – prosegue sul terreno segnato , ma rende ancora più matura e personale la mistura di blues e rock espressa dalla band. Langford si conferma più che mai padrone assoluto della chitarra “slide” e compositore di alto profilo, firmando tutti i brani , ma lasciando spazio in apertura ad una nuova, vibrante rilettura di “Time Has Come Today”, hit dei Chambers Brothers del 1967.

L e A l t r e N o v i t à :

Vanessa Collier, Vanja Sky, Crystal Shawanda, Jeremiah Johnson, Tas Cru, Eugene

Hideaway Bridges, Buddy Guy, Big Apple Blues, The Bennett Brothers, The Nighthawks,

Ghost Town Blues Band, Dan Israel, Bobbo Byrnes, Travis Bowlin, The California Honeydrops, Steve Howell & The Mighty Men, Zan Zone, Elizabeth Mitchell and Suni Paz,

Jeff Jensen.

D a l P a s s a t o :

John Fogerty, Big Mama Thornton, Elvis Presley, Nancy Sinatra & Lee Hazelwood, Barbara

Dane & The Chambers Brothers.

B e n v e n u t i a B o r d o !

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M y s t e r y T r a i n - “ S u m m e r N i g h t l i f e “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

T h e C a l i f o r n i a H o n e y d r o p s - “Call It Home Vol 1 & 2” (Tubtone)

Piatto ricco e prelibato il nuovo, sesto album delle “Gocce di Miele Californiane”. Sedici canzoni originali, equamente spartite su due cd’s, che si muovono con naturale leggerezza

in un ampio scenario di generi e stili: soul, blues, jazz, funk, reggae, Dixieland, Philly Sound e altro ancora. Il quintetto, guidato da Lech Wierzinski, geniale cantante e trombettista di origine polacca e arrivato nella Bay Area poco più che bambino, ci accompagna in un viaggio sonoro ricco di fascino e di mille suggestioni. Una sorta di

“concept album” che gira attorno al tema della “casa” ( “home” ), inteso nell’ accezione più

affettiva e sentimentale che strettamente fisica. A dare una mano ai cinque giovani musicisti, più che mai fieri degli esordi da “buskers” nelle stazioni della metropolitana di San Francisco, quasi una trentina di graditi ospiti. Su tutti la divina Bonnie Raitt, che da

tempo si è innamorata di loro e li ha voluti più volte in tour con lei, che presta la sua voce

nell’ iniziale “title-track”. Tutti i brani sono una vera delizia, ma i sei minuti e mezzo di “Coming Around”, sinuoso funk dall’ incedere morbido e sornione, ci mette con dolcezza

ma inesorabilmente al tappeto. C’ è aria di festa nella Baia e siete tutti invitati. Colonna

sonora, la meraviglosa musica delle Gocce di Miele” di Oakland che, al di là di ogni genere,

fa tanto bene ai nostri cuori.

J o h n C l i f t o n - “ N i g h t l i f e “ ( R i p C a t )

Emerso con il fratello Bill nei tardi anni ’80 alla guida della MoFo Party Band, il cantante

e armonicista John Clifton firma la seconda prova solista ancora per l’ etchetta di Los Angeles. Il bluesman di Fresno ( California centrale ) conferma le impressioni altamente

positive suscitate dall’ esordio di tre anni fa – “Let Yourself Go” – e ci fornisce una corroborante miscela di blues, soul, rhythm & blues e rock’n‘roll di stampo marcatamente

“vintage”. Nel programma brani originali e incursioni nei canzonieri di Charlie Musselwhite,

Little Walter , Leiber & Stoller e Muddy Waters.

B u d d y G u y - “ T h e B l u e s I s A l i v e A n d W e l l “ (Silvertone/RCA)

A 82 anni, portati magnificamente e da compiere proprio a fine mese, Buddy Guy prosegue indomito una carriera straordinaria, che da più di mezzo secolo lo vede assoluto protagonista della storia del blues. Prima con Junior Wells e poi come solista, il chitarrista e cantante di Lettsworth, Mississippi, molto amato dalle rockstars, ha fatto incetta di prestigiosi riconoscimenti e non sembra essere ancora pago o pronto per la pensione.

Anzi, l’ incontro con Tom Hambridge ha trasmesso una fresca linfa creativa e questo nuovo disco, come il precedente “Born To Play Guitar” (2015 ), possiede la staura del capolavoro. Registrato sempre a Nashville, Tenn. con la produzione di Hambridge, impegnato anche alla batteria e il suo entourage vincente ( Kevin McKendree, Willie Weeks,

le McCrary Sisters ), l’ album dispensa più di un’ ora di blues elettrico vibrante e diretto,

suonato con ardore e passione. Ciliegina sulla torta, la presenza di ospiti speciali da brividi:

Keith Richards e Jeff Beck in “Cognac”, Mick Jagger a soffiare nell’ armonica in “You Did The Crime” e il giovane James Bay in “Blue No More”. Hambridge, in veste anche di autore, firma tutti ititoli con l’ ausilio di Guy o di altri partners. Unica eccezione, “Nine Below Zero” di Sonny Boy Williamson II, in circolazione come singolo già prima dell’ uscita

dell’ album.

M i c h a e l K a e s h a m m e r - “ S o m e t h i n g N e w “ ( Linus )

L’ affermato cantante e tastierista di origine tedesca – Offenburg, 1977 – ma da tempo residente in Canada, si è recato a New Orleans per incidere il nuovo album. Luogo prescelto gli storici Esplanade Studios, nel cuore di Tremè, quartiere popolare reso famoso dall’ omonimo serial televisivo. Sono della partita alcune leggende locali , tra cui

Cyril Neville, George Porter Jr. e la New Orleans Nightcrawlers Brass Band. Ma il “cast”

è implementato anche dalla presenza di altri celebri nomi del firmamento “blues & roots” quali Colin James, Randy Bachman e Curtis Salgado. E ancora Amos Garrett, Chuck Leavell e Jim Byrnes , tutti e tre in un solo brano ( “She’ s Gone” ). Con questo “parterre de roi” era quasi impossibile sbagliare, ma Michael ci mette tutto il suo brillante talento di pianista , che combina con passione e tecnica sopraffina sapori jazz, boogie-woogie, blues, pop e, naturalmente, sonorità di New Orleans. Il tutto in un disco che si ascolta con estremo piacere dalla prima all’ ultima nota.

L e A l t r e N o v i t à :

Deb Ryder, Joyann Parker, Kat Riggins, J.P. Soars, Mark Wenner’s Blues Warriors,

Big Harp George, Waydown Wailers, Matty T Wall, Bruce Katz Band, Russ Green,

The Circus In Flames, Mike Aiken, Blue & Lonesome Duo, Johanna Sillanpaa, Grand Marquis.

D a l P a s s a t o :

Charlie Musselwhite, Patsy Cline, Carl Perkins, Sly & The Family Stone, Cyrille Neville,

Willie Nelson & B.B. King.

B e n v e n u t i a B o r d o !

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M y s t e r y T r a i n - “ H u d s o n S u m m e r B r e e z e “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

D a n y F r a n c h i - “ P r o b l e m C h i l d “ ( Station House )

Genovese, classe 1990, il cantante e chitarrista Dany Franchi ha tutte le carte in regola

per entrare nello “stardom” del blues internazionale. Lo dimostra con tutta evidenza questo

nuovo terzo lavoro, registrato a Austin, Texas sotto l’ attenta e preziosa guida di Ansom

Funderburgh. Una voce appassionata e un tocco chitarristico di gran classe sono le caratteristiche che immediatamente colpiscono nell stile di Franchi. E se il rispetto per la

storia è fuori discussione – gli omaggi a Eddie Taylor, Johnny Guitar Watson, Freddie King

e Magic Sam ne sono la più nitida testimonianza – la freschezza di idee e la determinazione

del giovane artista fanno di “Problem Child” un’ opera comunque molto personale e di alto

profilo. Blues, soul e rock’n’roll scorrono a fiumi in un’ atmosfera sempre elettrica e vibrante. E quanta bella gente attorno a Dany…Il chitarrista Andy Talamantez anche in veste di produttore aggiunto, il tastierista Jim Pugh in trasferta dalla Bay Area, il batterista

Wes Starr e i Texas Horns, colonne portanti del suono di Austin. Naturalmente Funderburgh, in un paio di occasioni. Curiosità: disco inciso in Texas, ok, ma foto di copertina scattata in un vicolo dell’ antica Genova. Nessun dubbio !

J a m e s H a r m a n - “ F i n e p r i n t “ ( Electro-Fi )

Bluesman a “pieno servizio” sin dal 1962, come lui stesso ama scherzosamente definirsi,

l’ armonicista e cantante James Harman firma la seconda prova per la canadese Electro-Fi

dopo l’ eccellente “Bonetime” di tre anni fa. Proprio come per quel disco, anche questa volta

l’ artista proveniente da Anniston, Alabama, ma da vari decenni operante in California, spalanca il ricchissimo archivio di brani registrati nel tempo e mai pubblicati ed estrae 13

titoli di indubbio valore. Diversi i tempi e le località, con soprattutto il compianto Jerry Hall

in cabina di regia e il chitarrista e produttore, nonchè fedele collaboratore Nathan James.

Quà e là spuntano anche i pianisti Gene Taylor e Carl Sonny Leyland e il bassista Jeff Turmes, pregiata “crema” del blues westcoastiano. “Niente fantascienza, testi per documentari o annunci pubblicitari”- sono ancora sue parole – “ma solo storie sulla varietà

della condizione umana, raccontate attraverso canzoni blues”. Parca la strumentazione ,

stringati ed essenziali gli arrangiamenti: un capolavoro di sobrietà e saggezza musicale da

non lasciarsi sfuggire.

Little Boys Blue with Kid Memphis - “Hard Blue Space” ( VizzTone )

Prima di creare l’ attuale formazione, il cantante e armonicista JD Taylor si era fatto un nome accompagnando veterani del country nashvilliano e leggendari artisti rockabilly di casa Sun: su tutti l’ indimenticabile Carl Perkins, l’ autore di “Blue Suede Shoes”. Il tempo

è passato in fretta e per questo quinto album della band di Jackson, Tn arriva un ospite speciale : quel John Holiday alias Kid Memphis, che nel 2005 interpretò la parte di Perkins

in “I Walk The Line”, il film sulla vita di Johnny Cash. Era scritto da qualche parte che i due si sarebbero incontrati di nuovo, prima o poi e “Hard Blue Space” è stata un ghiotta

occasione da prendere al volo. Un disco di blues elettrico, solido e avvolgente, con infiltrazioni rock’n’roll, country e rock sudista a rendere ancora più appetitosa la proposta

musicale di Taylor & Co.

J o y a n n P a r k e r - “ H a r d T o L o v e “ (Hopeless Romantic)

Pianista di formazione classica, ma anche cantante – che voce da brividi…- chitarrista

e addirittura trombettista, Joyann Parker arriva al blues a al soul quasi per caso, quando

viene invitata a entrare in una band dopo un concorso per voci nuove a Minneapolis, Minnesota. E’ il 2014. Un paio d’ anni di intenso lavoro insieme ai Sweet Tea, con una visita provvidenziale al Museo della Stax a Memphis e la passione che esplode come una bomba. “On The Rocks” è l’ esordio molto promettente nel 2016 ed eccola due anni dopo con questo secondo appuntamento, prodotto con il fido chitarrista Mark Lamoine e il bassista Michael Carvale. “Hard To Love” è davvero un autentico e sorprendente salto di

qualità e centra a pieno il bersaglio attraverso un’ esuberante e gioiosa miscela di soul,

blues , rhythm & blues e rock & roll. Joyann è molto brillante e dinamica sui tempi veloci

e irresistibilmente sensuale nelle ballate : cuore e anima dappertutto. In programma tredici

brani originali che mettono in luce anche le elevate qualità compositive della Parker ed un

album di cui non sarà difficile innamorarsi.

L e A l t r e N o v i t à :

Markey Blue/Rick Latina Project, Keesha Pratt Band, Kathy & The Kilowatts, Billy Price,

Tom Hambridge, Buddy Guy, The Proven Ones, Big Apple Blues, De Johnette, Grenadier,

Medeski & Scofield, Wily Bo Walker, Jerry Velona, Archie Lee Hooker, Breezy Rodio,

The California Honeydrops, Los Texmaniacs, Scott Kirby, Melanie Dekker, Eric Corne,

Lincoln Briney.

D a l P a s s a t o :

Delbert McClinton, John Lee Hooker, Magic Sam, Oscar Peterson.

B e n v e n u t i a B o r d o !

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M y s t e r y T r a i n - “ C a l i f o r n i a S u m m e r t i m e “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

B l i n d L e m o n P l e d g e - “ E v a n g e l i n e “ ( Ofer )

Curiosa operazione di James Byfield, bluesman californiano, noto con lo pseudonimo

di Blind Lemon Pledge. L’ artista di San Francisco va a rispolverare un lavoro di quattro

anni fa, ne mantiene il titolo e reincide nel medesimo ordine le dieci canzoni originali.

Questa volta senza l’ ausilio di una band, in completa solitudine e suonando tutti gli strumenti. Come sempre Blues e “Americana” ad ampio spettro, una sorta di gustoso

“gumbo” con molteplici ingredienti : dal classico blues del Delta alla canzone swing

stile Hoagy Carmichael, dal folk-rock “à la Byrds” a ritmi latineggianti, dal blues-rock

per camionisti al jump danzereccio di stampo Louis Jordan. Insomma, ce n’è per tutti

i gusti e con molto gusto. In attesa del prossimo album, ma con materiale inedito…

Hermanos Herrera - “Sones Jarochos y Huastecos y Mas”(Smithsonian Folkways)

La tradizione più pura della musica popolare messicana rivive con tutto il suo splendore

nel nuovo disco degli Hermanos Herrera. Il gruppo – cinque fratelli e una sorella – proviene

da Fillmore, una cittadina di 15.000 abitanti nei pressi di Los Angeles e prosegue una storia di famiglia iniziata con i genitori negli anni ’60. Il sestetto, insieme dai primi anni ’90,

ha già alle spalle una lunga serie di interessanti produzioni che brillano intensamente per

entusiasmo, competenza e capacità tecniche. Per l’ esordio su Smithsonian Folkways la band sceglie le due correnti che conosce a memoria: il “Son Jarocho” (costa meridionale del

Golfo del Messico / Veracruz) e il “Son Huasteco” (Messico nord-orientale). “La Bamba” –

consegnata alla storia in versione r’n’r da Richie Valens nel 1958 e rivitalizzata da Los Lobos 30 anni più tardi – fa parte della raccolta ed è un tipico esempio di “son jarocho”.

Ma tra le undici restanti tracce c’è anche spazio per qualcos’ altro, come indica il “mas”

del titolo : huapango, cancion ranchera, cumbia. Provate a coglierne le sottili differenze…

T h e L u c k y L o s e r s - “ B l i n d S p o t “ ( D i r t y C a t )

Lei è di Dallas, Texas, lui arriva dal New Jersey: entrambi hanno talento da vendere.

Cathy Lemons ( voce ) e Phil Berkowitz ( armonica e voce ) si sono incontrati a San Francisco, Ca. dove risiedono da tempo e hanno dato vita a una delle formazioni più

stimolanti attualmente in circolazione in ambito “Americana”. Anche per questo nuovo,

terzo album prosegue il fruttuoso sodalizio con il chitarrista e produttore Kid Andersen

e il celebre autore Danny Caron ( Charles Brown ). Il disco è stato registrato, come i due i notevoli precedenti “A Winning Hand” (2014) e “In Any Town” (2016), ai prodigiosi Greaseland Studios di S.Josè. La musica ? Un succulento impasto di blues moderno e r’n’b d’ annata, con forti richiami al soul di marca Stax-Volt, elementi di pop illuminato e abbondanti iniezioni di rock pschichedelico anni ’60 e ’70. Il risultato finale è quanto di più fresco, originale e inedito si possa ascoltare in questo momento. Un connubio perfetto ed eccitante di ritmi incalzanti e melodie che non lasciano scampo. L’ intesa tra i due titolari è sorprendente: lei fiera e passionale, lui elegante e raffinato. Un’ alchimia che profuma di magico. Il disco si ascolta tutto d’ un fiato, presenta undici perle originali di pregevole fattura, dispensa emozioni continue e non ha un attimo di cedimento. Compatto e pieno

di idee il gruppo e, ospiti graditissime, tre signore di grande talento : Laura Chavez alla chitarra elettrica, la violinista Annie Staninec e Nancy Wright al sax. Naturalmente, c’ è anche lo zampino del “padrone di casa”, impegnato anche in veste di session-man.

Cinque stelle tutte meritate e, forse, qualcosa di più…

K i d R a m o s - “ O l d S c h o o l “ ( R i p C a t )

Ben 17 anni sono trascorsi dall’ ultima prova solista del chitarrista e cantante californiano, quel “Greasy Kid Stuff” (Evidence-2001), che ospitava una nutrita lista di eccellenti armonicisti ( Paul deLay, James Harman, Charlie Musselwhite, Rick Estrin…). Nel frattempo, David “Kid” Ramos non è restato certo con le mani in mano : ha cresciuto due

figli, ha combattuto e vinto una dura lotta contro una grave malattia e ha lavorato sodo

con i Mannish Boys e Los Fabulocos. Ma si sentiva il bisogno di qualcosa di nuovo e questo

“Old School” – titolo quanto mai indicativo – non tradisce le aspettative. Registrato in soli due giorni con tecnica “vintage” negli studi di Big Jon Atkinson ad Haward, Ca., il disco è

un felice esempio di freschezza, spontaneità e tecnica magistrale. Di notevole fattura i tre

strumentali, di cui uno dedicato a B.B.King. Per quanto riguarda i brani cantati, è Johnny

Tucker a fare la parte del leone con quattro titoli. Uno a testa per il padrone di casa e Kim

Wilson e alla famiglia Ramos restano quattro tracce. Due per il promettente diciassettenne figlio Johnny e altrettanti per papà David, in veste di “quasi-crooner” con “Heartbeat” di Buddy Holly e “Mona Lisa”, fiore all’ occhiello di Nat King Cole. “Vecchia Scuola” sì, ma

soprattutto…Grande Musica !

L e A l t r e N o v i t à :

Laurie Morvan, Michelle Malone, Kat Riggins, Bob Corritore & Friends ( voc. S. Rayford ),

Carrington McDuffie, The Little Red Rooster Blues Band, The California Honeydrops,

Big Apple Blues, Fred Chapellier & The Gents feat. Dale Blade, Dany Franchi, Ry Cooder,

Teresa James And The Rhythm Tramps, Neila Dar, Elizabeth Mitchell and Suni Paz,

Muddy Gurdy feat. Pat Thomas.

D a l P a s s a t o :

Eddie Cochran, Joe Jones, The Beach Boys, Annie Keating, T-Bone Walker, Charles Neville,

Brian Wilson and Van Dyke Parks.

B e n v e n u t i a B o r d o !

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M y s t e r y T r a i n - “ B r i g h t e r D a y s A n d L o v e S o n g s “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

G r a n d M a r q u i s - “ B r i g h t e r D a y s “ ( Autoprodotto )

Insieme dai tardi anni ’90, in pieno jump blues e retro swing “revival”, la band guidata dal

sassofonista e cantante Bryan Redmond approda all’ ottava fatica discografica in forma

smagliante. Per l’occasione il gruppo, formatosi a Kansas City, Missouri nel 1998, rinnova il proprio stile e lo orienta verso lidi soul jazz con accenti funk di marca New Orleans. Sezione fiati come sempre scintillante e, a tratti, esplosiva, con arrangiamenti originali e di grande efficacia. Il sestetto sfodera sette titoli nuovi di zecca e , sul finire, propone una bella versione di “Many Rivers To Cross” del giamaicano Jimmy Cliff e dà una gustosa rispolverata allo standard gospel “Down By The Riverside”.

Katy Guillen & The Girls - “ Remember What You Knew Before ( VizzTone )

La pugnace cantante e chitarrista di Kansas City e le sue fedeli damigelle ( Claire Adams –

basso e Stephanie Williams – batteria ) licenziano il terzo album e ammorbidiscono il tagliente e combattivo blues rock espresso finora, a favore di un suono più pacato e acustico che incrocia folk e country. Con questo rinnovato spirito il trio compone nuove

canzoni e rilegge alcuni episodi dei due dischi precedenti. L’ operazione sembra riuscita

con successo, ma rimane un sottile interrogativo: inizio di un nuovo corso o solo una pausa

di riflessione ? Staremo a vedere…

K r i s L a g e r B a n d - “ L o v e S o n g s & L i f e L i n e s “ (Autoprodotto)

Da più di 15 anni il quartetto guidato dal chitarrista e cantante Kris Lager dispensa in lungo e in largo per gli States una originalissima miscela di soul, blues, funk, country e

“Americana”. La band, proveniente da Omaha, Nebraska, ha una spiccata attitudine per la dimensione “live” e i concerti si trasformano sempre in “happenings” pieni di gioia, danza e

partecipazione corale del pubblico. Mixato dal celebre produttore Jim Gaines ( Santana, S.R.Vaughan, Van Morrison…), questo nuovo album regala 14 perle originali che si muovono nella direzione sopra indicata. Il suono scorre caldo e avvolgente e ci conquista

nota dopo nota. Tutte le canzoni – corredate da interessanti note – prendono sempre spunto da piccole vicende autobiografiche e sono cariche di sentimenti e umanità,

affetti famigliari e non solo. Non passa inosservata l’ accorata dedica a Levon Helm

nella sofferta “I’m Still Here & I Ain’t Lettin’ Go”. “Great voice. Great songs” è il sintetico commento di Jim Gaines, uno che difficilmente commette errori.

R o c k w e l l A v e n u e B l u e s B a n d - “B a c k T o C h i c a g o“ (Delmark)

Il supergruppo prende il nome dal viale dove ha sede la prestigiosa Delmark Records, storica etichetta di Chicago,Illinois fondata da Bob Koester nel lontano 1953. Di grande

spessore artistico i tre “front-men” : in ordine alfabetico Tad Robinson ( armonica ), Steve

Freund ( chitarra ) e Ken Saydak ( tastiere ) . Tutti – soprattutto Robinson – cantano egregiamente. La formazione è completata da una sezione ritmica di provata esperienza :

Harlan Terson al basso e Marty Binder alla batteria. Con un cast di tale portata le cose non

possono che funzionare al meglio e “Back To Chicago” non tradisce le aspettative, elargendo con molta generosità blues e soul di elevata fattura. Quindici i titoli in scaletta,

per lo più composti da Freund e Saydak, ma anche Robinson e Terson colpiscono un paio di volte a testa. Gli unici due brani provenienti da altre fonti portano la firma di Elmore James e Mary Ann Brandon.

L e A l t r e N o v i t à :

Meg Williams, Deb Ryder, Victoria Ginty, Gus Spenos, Markey Blue/Rick Latina Project feat. Eddy “The Chief” Clearwater, Tas Cru, Victor Wainwright And The Train, Jerry Velona,

Van Morrison & Joey DeFrancesco, George Lilly And The Half-Fast All-Starz, Dom Flemons,

Mario Rojas & A Saturday Night Pink, Mark Huff, The California Honeydrops, Dana Fuchs,

Joel Savoy, Kelli Jones, Caleb Klauder & Reeb Willms, Kid Ramos feat. Johnny Tucker,

Big Daddy Wilson, John Clifton.

D a l P a s s a t o :

B.B. King, Little Richard, Johnny Cash.

B e n v e n u t i A B o r d o !

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