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Buongiorno PNR
Lucia

ON AIR

M y s t e r y T r a i n d e l 3 0 M a g g i o 2 0 1 9 “ B l u e s m e n W i t h S o u l “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

K e l l y ‘ s L o t - “ C a n ‘ t T a k e M y S o u l “ ( Autoprodotto )

Kelly Zirbes e il compagno di sempre, il chitarrista Perry Robertson, festeggiano 25 anni di

attività con l’uscita del quattordicesimo album. La band californiana (Los Angeles) propone

ancora una volta la gustosa e vincente combinazione di blues, soul, folk e roots rock, fornito nelle precedenti opere e con risultati sempre più convicenti. Il contralto bollente e

fumoso di Kelly e la limpida solista di Perry svettano in un programma tutto originale e

segnato da una notevole varietà. Da non perdere l’iniziale omaggio ai maestri del blues in

“All I Ever Want…”; l’intrigante duetto con il francese Jean François Thomas in “Rise Up”;

l’incalzante tempo surf della “title-track” e “Mon Ami”, il delizioso valzer che sigilla il tutto

con un fascino da bistrot parigino. Ma anche le altre tracce non difettano di gusto e suggestione.

J o h n P r i m e r - “ T h e S o u l O f A B l u e s M a n “ ( Blues House )

Il settantaquattrenne chitarrista e cantante di Camden, Mississippi, da vari decenni colonna portante del Blues di Chicago, vanta trascorsi di prestigio al fianco di Muddy Waters, Willie Dixon e Magic Slim. Degni di ammirazione anche i due recenti lavori per

Delta Groove in compagnia dell’armonicista Bob Corritore. Primer, insieme alla fidata Real

Deal Blues Band e con Billy Flynn alla ritmica, aggiunge un nuovo tassello alla produzione

solista, concentrandosi sulle profonde radici blues presenti fin dagli esordi negli anni ’70.

John rivitalizza alcuni classici resi celebri da Bobby Bland, Freddie King, Clarence Carter

e Johnnie Taylor, inserisce addirittura un brano di Bob Dylan e firma tre nuovi titoli.

Indiscusse le sue qualità chitarristiche, ma qui è la voce che esce fuori con esuberanza.

Una voce forse troppo a lungo sottovalutata che si prende una piena rivicita e ci appassiona con le sue profonde venature soul. L’ anima di un blues man…

N i c k S c h n e b e l e n - “ C r a z y A l l B y M y s e l f “ ( VizzTone )

La musica è sempre stata una presenza costante e naturale per la famiglia Schnebelen e

l’amore per il blues, ereditato dai genitori, è divenuto realtà con Trampled Under Foot, la

band che Nick ha guidato per 15 anni con la sorella Danielle Nicole e il fratello Chris.

I tre ragazzi di Kansas City, Missouri hanno intarpreso carriere soliste e Nick approda

all’esordio di studio, dopo due energiche prove dal vivo di fronte al pubblico di casa.

Per l’occasione, il dotato chitarrista e cantante abbandona l’amata città natale e vola in

California, per farsi produrre dall’esperto Tony Branaugel. Si rinnova dunque il felice

sodalizio che aveva fruttato negli anni scorsi due eccellenti dischi dei TUF. Anche qui le

cose funzionano alla grande e “Crazy…” si fa amare dalle prime note per il succulento

impasto di blues, soul e rock da cui è permeato. Nick, voce e chitarra da manuale, firma

la maggior parte dei titoli e inserisce qualche covers: Imperial Crowns, Magic Sam, Delbert

McClinton…Disco maturo e avvincente, con la Phantom Blues Band quasi al completo.

Susan Williams & The Wright Groove Band – “ It’ s About Time ! “ ( Autoprodotto )

Il titolo di questo album, non proprio nuovissimo,è molto indicativo. “E’ giunto il momento!”

E si potrebbe aggiungere…finalmente ! Susan Williams e la formazione diretta dal bassista

Darryl Wright, sono attivi sulla scena Blues di Chicago, Ill. da parecchio tempo –insieme da

tre-ma l’esordio discografico,tanto atteso, ha tardato ad arrivare. Undici le tracce dell’opera,

tutte composte da Susan, a parte un paio che portano la firma del chitarrista Mike Gallemore. Il blues proposto dalla band è molto piacevole e dinamico, con una speciale

propensione funk dovuta alla presenza di due bassi elettrici ( Wright e Williams ). Ritmo

assicurato, dunque. La voce ricca e dal graffio felino di Susan lascia un’impronta molto

personale sulle canzoni, che hanno un sapore particolarmente genuino e artigianale.

Alla prossima…Augurandoci di non aspettare ancora così a lungo !

L e A l t r e N o v i t à :

Shirley Davis & The Silverbacks, Tullie Brae, The Forty Four’s, Delbert McClinton, Michele

D’Amour & The Love Dealers, Nick Waterhouse, Grady Champion, Tony Campanella,

Terry Robb, J.P.Bimeni & The Black Belts, Tomislav Goluban, John Blakeley & Jeff Larson,

R.Giddens/A.Kiah/L.McCalla/A.Russell, Martha L.Healy, Tedeschi Trucks Band,

Dan Krikorian.

D a l P a s s a t o :

Ina Forsman, Clarence Carter, Johnnie Taylor, Jean Knight, Bonnie Raitt, Hot Club Of

San Francisco.

B e n v e n u t i a B o r d o !   



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M y s t e r y T r a i n d e l 2 3 M a g g i o 2 0 1 9 “ F e e l i n g T h e B l u e s T o n i g h t “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

R o s i e F l o r e s - “ S i m p l e C a s e o f t h e B l u e s “ (The Last Music)

Texana di San Antonio, ma trasferitasi con la famiglia in California (San Diego, L.A.), per poi far ritorno nello “Stato della Stella Solitaria” (Austin), Rosie Flores è una cantante

e chitarrista di notevole talento con una luminosa carriera iniziata parecchi anni or sono.

Dalle profonde radici country e rockabilly, interpretate agli esordi con una sferzante energia

punk, Rosie ha ampliato il proprio stile per abbracciare l’ intero universo dell’ American

Roots Music: honky-tonk, r&r, western swing, jazz, tex-mex…Il nuovo album, come il titolo

lascia intuire,segna una decisa apertura al versante nero di “Americana”: blues, r&b e soul.

E lo fa con una freschezza e una “verve” sorprendenti. Con un’ottima band guidata da Charlie Sexton, la Flores recupera piccole meraviglie dal passato (Roy e Ruth Brown, Dwight Yoakam, Wynonna Carr, Wilson Pickett ) e colpisce di suo in tre episodi: l’ispirata

“title track”, la cadenzata “Drive Drive Drive” e l’effervescente strumentale “Teenage Rampage”.

S u g a r a y R a y f o r d - “ S o m e b o d y S a v e M e “ ( Forty Below )

Quinto album solista per il gigante texano, in California da molti anni, prima a San Diego

e poi a L.A. Il gospel dell’ infanzia lo porta sempre nel cuore, ma il blues e il soul, arrivati poco dopo,sono il suo vero pane quotidiano. “Front Man” prima degli Urban Gypsys, poi dei

Mannish Boys,titolatissimo supergruppo di casa Delta Groove, Rayford si è imposto come

uno dei più veraci e credibili interpreti degli ultimi tempi. I suoi notevoli dischi lo dimostrano ampiamente e questo nuovo lavoro, il primo per l’ etichetta di Eric Corne, non

fa altro che ribadire al mondo quanto sia grande il suo talento. Dieci brani tutti firmati da

Corne e imbevuti di blues e soul, con infiltrazioni rock, che esaltano la sua travolgente potenza vocale. La stupenda “title-track”, con il suo disperato grido di aiuto, meriterebbe di entrare in un’ antolgia.

Kenny “Beedy Eyes” Smith & The House Bumpers – “Drop The Hammer” (Big Eye)

Papà Willie, detto “Big Eyes”, è stato uno dei più autorevoli batteristi nella storia del blues.

Per diciott’ anni nella band di Muddy Waters, prima di intraprendere la carriera solista anche come cantante e armonicista. Kenny è cresciuto a contatto con i grandi del blues di

Chicago, facendo tesoro dei loro preziosi insegnamenti. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Otto volte “batterista dell’anno” per la rivista Living Blues, “side-man” molto corteggiato e parte integrante degli ottimi Cash Box Kings. “Beedy Eyes” scende allo scoperto e lancia il suo nuovo progetto: gli House Bumpers. Insieme a lui una nutrita lista

di ospiti speciali: gli armonicisti Omar Coleman e Sugar Blue, i chitarristi Billy Flynn, Ari

Seder e Guy King, il tastierista Luca Chiellini. “Drop The Hammer” è un’opera davvero stimolante,con un suono molto moderno, ma fortemente radicato nella tradizione del blues

e l’equilibrio tra le due componenti è quasi sempre esemplare. Nella dozzina di titoli originali che formano la raccolta, anche il delizioso “Hey Daddy”, cantato in coro da Mae,

Clara e Theodore, i figli di Kenny e il conclusivo e avvolgente strumentale “Moment Of Silence”.

M e g W i l I i a m s - “Take Me As I Am : The Muscle Shoals Sessions (Nola Blue)

Ancora buone nuove dalla giovane e attivissima “label” di Lancaster, Pennsylvania, dopo le

recenti uscite di Frank Bey, Benny Turner & Cash McCall e Tiffany Pollack & Eric Johanson. Si tratta del nuovo album di Meg Williams, cantante e chitarrista di Finger Lakes, New York., da qualche tempo stabilitasi a Nashville,Tenn. “Maybe Someday”, il brillante EP d’esordio del 2017, è stato un efficace biglietto da visita che ha spalancato molte porte alla bella e talentuosa Meg, compresa la partecipazione all’ ultima edizione

dell’ International Blues Challenge di Memphis, Tenn. Per il limpido ed eccitante “crossover” di blues, soul, rock e pop, che caratterizza il suo stile, la Williams è stata subito

avvicinata a Bonnie Raitt e Susan Tedeschi. Comparazioni per nulla azzardate, ma la ragazza può già vantare personalità e professionalità davvero evidenti e molte buone idee in

testa.”Take Me As I Am”, registrato nei mitici Fame Studios di Muscle Shoals, Alabama, che

hanno regalato al mondo decine e decine di soul e r&b “hits”, ce la consegna in forma strepitosa, con una dozzina di brani originali, due ripresi da “Maybe Someday”. E tutto funziona a meraviglia, con la stella di Meg sempre più sfavillante nel firmamento del blues rock.

L e A l t r e N o v i t à :

Joanne Shaw Taylor, Paula Harris, Mary Lane, Vegas Strip Kings, Kelly’s Lot, Doug Collins

& The Receptionists, Mighty Mike Schermer, Jon Gindick, Jimmie Vaughan, Kirk Fletcher,

Ted Russell Kamp, John Cee Stannard, Reverend Freakchild, Steve Howell & Jason

Weinheimer, Katarina Pejak, T Sisters, Rick Vito.

D a l P a s s a t o :

Etta James, Muddy Waters, Roy Brown, Dick Dale & The Del-Tones, Leo Parker, Jackie Wilson.

B e n v e n u t i a B o r d o !   

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M y s t e r y T r a i n d e l 1 6 M a g g i o 2 0 1 9 “ E a r l y M o r n i n g B l u e s “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

L u l a W i l e s - “ W h a t W i l l W e D o “ ( Smithsonian Folkways )

Il trio femminile di Boston, che aveva esordito nel 2016 con il promettente album autoprodotto, inaugura il sodalizio con l’ etichetta no-profit di Washington,DC e conferma

tutte le buone impressioni suscitate tre anni or sono. Eleanor Buckland, Isa Burke

( chitarre e violino ) e Mali Obomsawin ( contrabbasso ) – tutte cantano – si stanno ritagliando uno spazio privilegiato nel panorama country-folk americano. Infatti il rispetto

per la tradizione e le analogie con artisti seminali come Woody Guthrie, Elizabeth Cotten

e la Carter Family sono tangibili. Ma il desiderio e la capacità di rinnovare gli schemi lo sono altrettanto. E così “What Will We Do” risulta fresco e molto poco convenzionale, con

una decina di titoli originali giocati soprattutto su ritmi pacati. La conclusiva “title-track”,

una ballata irlandese firmata da Mary Delaney, è arrangiata per sole voci, con un impalpabile mellotron in sottofondo. Molto country e frizzante invece “The Pain Of Loving

You”, resa celebre da Dolly Parton, Emmylou Harris e Linda Ronstadt. Confronto assai

rischioso, che le tre ragazze affrontano con coraggio, uscendone a testa alta.

P a u l N e l s o n - “ O v e r U n d e r T h r o u g h “ ( Riverwide )

Autore e interprete particolarmente raffinato e attento alle sfumature e all’ intimità melodica delle canzoni, Paul Nelson pubblica un nuovo album ricco di suggestioni sonore.

Il songwriter bostoniano assembla una band stellare – il meglio del New England – e realizza un’ opera molto ispirata e ricca di fascino. Un suggestivo distillato di blues, folk,

jazz e roots rock, che rimanda al primo Van Morrison con tracce di Lyle Lovett e, sul versante più “bluesy”, sfiora l’ impronta acustica di Eric Bibb e Keb Mo. In un programma

tutto autografo e molto ricercato, fa capolino un’ unica composizione altrui. Si tratta di

“I Walk The Line”, autentica “signature song” di Johnny Cash, che Nelson trasforma, rallentando il tempo, sfumando e dilatandone i contorni.

C a t h e r i n e R u s s e l l - “ A l o n e T o g e t h e r “ ( Dot Time )

Figlia d’ arte nell’ accezione più schietta del termine – papà Luis pianista e direttore musicale di Louis Armstrong, la mamma Carline Ray, cantante e contrabbassista delle

Sweethearts of Rhythm – Catherine Russell prosegue con successo la sua nobile missione

di rilettura della grande “Canzone Americana”. Già affermata corista per stelle rock di alto

profilo, quali David Bowie, Steely Dan e Cindy Lauper, la formidabile vocalist newyorkese

cura da tempo anche un’ esaltante produzione solista e segna con questo settimo album,

il passaggio a una nuova etichetta. “Alone Together” non smentisce le opere precedenti e

regala tredici preziose gemme – celebri “standards” e titoli quasi dimenticati – firmati da Nat King Cole, Louis Jordan, Cecil Gant, Irving Berlin e interpretati dagli stessi, ma anche

da Ella Fitzgerald, Frank Sinatra e Fats Waller. Catherine e la sua fantastica band personalizzano ogni brano con classe, eleganza, ironia e un calore che lascia con il fiato sospeso. Jazz, blues, swing…Solo grande musica che arriva dal passato ed è già proiettata

nel futuro. Grazie anche questa piccola Signora dal talento gigantesco. Davvero impareggiabile…

B r a n d o n S a n t i n i - “ T h e L o n g s h o t “ ( American Showplace )

Cresciuto nel North Carolina, ma stabilitosi da più di 15 anni a Memphis, Brandon Santini

è divenuto presto apprezzato protagonista della scena blues cittadina e si è distinto per

l’ instancabile attività “live” e la conquista di numerose “nominations”. Il giovane armonicista e cantante si presenta in ottima forma alla nuova scadenza discografica e, per

l’ occasione, abbandona temporaneamente la città della Sun in favore del New Jersey, giusto il tempo di registrare l’ album. Prodotto insieme a Ben Elliott e John Ginty, li conosciamo bene…, “The Longshot” è un lavoro che, pur nel pieno rispetto della tradizione

( Delta, Mississippi Hill Country ) si apre a nuove e moderne prospettive, con notevoli

influenze rock e una buona dose di originalità. Una sana energia pervade tutto l’album e Brandon ci mette l’ anima a soffiare nel piccolo strumento. Tutte le tracce sono originali,

un paio firmate con gli amici Victor Wainwright e Jeff Jensen, fatta eccezione per “Evil ( Is

Going On )”, standard del blues di Chicago, scritto nel 1954 da Willie Dixon e consegnato

al possente Howlin Wolf.

L e A l t r e N o v i t à :

Cara Being Blue, Good Lovelies, Sister Suzie, The Cash Box Kings feat.Shemekia Copeland,

Vin Mott, Michele D’Amour & The Love Dealers, The BB King Blues Band, Marley’s Ghost,

Fred Chapellier, A/B Trio, Christone “Kingfish” Ingram, Jimmie Vaughan, Willa Vincitore,

Bob Corritore & Friends, Terry Robb, Suzie Vinnick, Dee Miller Band, Paul Oscher,

Tedeschi Trucks Band.

D a l P a s s a t o :

Nat King Cole, Elmore James, Louis Jordan, John Fogerty, Johnny Cash.

B e n v e n u t i a B o r d o !   

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M y s t e r y T r a i n d e l 9 M a g g i o 2 0 1 9 “ G o o d L o o k i n ‘ M a m a “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

B i g D a d d y W i l s o n - “ D e e p I n M y S o u l “ ( R u f )

Singolare il percorso musicale seguito da Wilson Blount, in arte Big Daddy Wilson.

Autentico ragazzo sudista di campagna – nato e cresciuto a Edenton, North Carolina –

muove i primi passi nell’ ambito della chiesa battista, lontano dalle tentazioni della strada

Il blues arriva più tardi, con il trasferimento in Germania per il servizio militare. E qui che Wilson decide di diventare cantante professionista ed è qui che trova moglie e una casa discografica – Ruf Records – pronta ad accoglierlo e a valorizzare il suo straordinario talento. “Deep In My soul” è una sorta di ritorno alle proprie radici sudiste,dopo una serie di lavori incisi in Europa. Registrato soprattutto a Stantonville, Tenn. nel quartier generale del titolatissimo produttore Jim Gaines e completato nei leggendari Fame Studios di Muscle Shoals, Alabama, l’ album è un meraviglioso omaggio alla musica del sud. Soul, blues, country e gospel si intrecciano in maniera naturale e profonda e raggiungono momenti di pura magia e commozione. L’onnipresente e talentuosa chitarrista californiana Laura Chavez dirige con sicurezza una nutrita band e fornisce un tappeto sonoro ideale per il maestoso e vellutato baritono di Blount. Musica che fa bene ai nostri cuori…

Dennis Brennan And The White Owls - “Live At Electric Andyland” (VizzTone)

Con alle spalle una corposa discografia all’ insegna della miglior musica delle radici ( blues,

soul, roots rock ), Dennis Brennan è considerato a ragione un autentico veterano della rigogliosa scena musicale di Boston, Mass. Di recente ospite del pianista Amthony Geraci

nell’ ottimo “Where Did You Have To Go”, l’ esperto cantante e armonicista organizza una

nuova band – i brillanti White Owls – e rilascia un album con tanto ritmo e passione.

Con un titolo che rimanda all’ indiscusso capolavoro hendrixiano, “Live At Electric Andyland” attinge a piene mani nei “songbooks” di grandi autori ( Johnny Guitar Watson,

Jimmy Reed, Willie Dixon, Mose Allison, Rolling Stones ) e concede al titolare e ai suoi collaboratori solo un paio di spiragli compositivi. In pratica un album di “covers” registrato in presa diretta senza ritocchi o aggiustamenti successivi. Appassionato e ruspante, il disco

sfodera un impeto torrenziale ed esplosivo, a tratti irresistibie.

C a r a B e i n g B l u e - “ G r i t “ ( Autoprodotto )

Prima del trasferimento a Nashville, avvenuto una decina di anni fa, Cara Lippman si era già messa in luce nella sua Boston, conquistandosi le pemurose simpatie della “Blues Queen” locale Shirley Lewis. Per quattro anni consecutivi nominata con la sua band per i

Nashville Industry Music Awards e con “Full Throttle”,il promettente Ep d’esordio del 2016,

la prosperosa vocalist seleziona dieci nuove canzoni e torna alla carica con un nuovo avvincente lavoro, il primo album completo. Con un gruppo di tutto rispetto, guidato dal fido chitarrista e autore Val Lupescu, Cara ripropone il suo eclettico e sensuale mix di blues, soul e rock con venature country, quasi d’obbligo nella “Music City”. Due gli ospiti

speciali, entrambi eccellenti chitarristi. In trasferta da NYC Dave Fields in “Crocodile Man”;

mentre gioca in casa Jack Pearson ( Allman Bros.), presente in “You Don’t Wanna”. Il disco

è dedicato a tutte le donne che affrontano le avversità della vita con grinta (“Grit”) e coraggio. La “title-track”, in particolare, a Barbara e Irish, due care amiche che hanno combattuto a lungo un’impari lotta contro un male incurabile.

A G W e i n b e r g e r - “ R e b o r n “ ( B i g F o o t )

Il più autorevole bluesman rumeno taglia il traguardo del decimo album e non smentisce la

fama di artista molto preparato e creativo. Uomo di spettacolo e cultura dalle innumerevoli risorse, Weinberger è insegnante, produttore e presentatore radiofonico e televisivo, ma

anche affermato attore e autore teatrale. Ma la musica è senza dubbio la sua forma espressiva favorita. Al centro il blues, ma intorno tanto altro e soprattutto jazz, cabaret, folk, country. rock psichedelico e pop. Il tutto sempre veicolato con gioia e passione. “Reborn” è stato registrato a Budapest (Ungheria),con una band in grande spolvero e un ospite specialissimo, Bob Margolin, che incrocia la sua guizzante “slide” con l’ elettrica del titolare nella pregevole “The Fool’s Lucky Day”. Ormai è risaputo, la Transilvania non è solo la terra del Conte Dracula, ma anche quella del gigante buono del blues : AG Weinberger !

L e A l t r e N o v i t à :

Ally Venable, Joanne Shaw Taylor, Sugaray Rayford, Albert Castiglia, John Cee Stannard,

Jimmie Vaughan, Anthony Geraci, The California Honeydrops, Luca Kiella, Mighty Mike

Schermer, The Reverend Shawn Amos, Leaf Rapids, Catherine Russell, The Campfire Flies,

T Sisters, Tullie Brae, Terry Robb.

D a l P a s s a t o :

Ray Charles, Mose Allison, Wynona Carr, Hank Williams, Rose Maddox.

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M y s t e r y T r a i n d e l 2 M a g g i o 2 0 1 9 “ B l u e s i n ‘ M a n D o w n T h e r e “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

K e n n y P a r k e r - “ H e l l f i r e “ ( Rock – a – while )

I Beatles sono stati il primo amore in età infantile. Poi la scoperta delle radici blues e r&b

con l’ arrivo, ai tempi della “high school”, di Albert e BB King. Questa la formazione musicale di Kenny Parker. Per anni il lavoro alla fabbrica di cadillacs e le serate con i suoi

gruppi sono andate in parallelo. Ma ormai da tempo il chitarrista cresciuto alle porte di

Detroit, Michigan ha deciso di concedersi totalmente alla musica. Nella sua nuova band

il leggendario Jim McCarty – già chitarra solista per Mitch Ryder e Buddy Miles – e l’ esordiente armonicista e cantante Dan Devins. I risultati non si fanno attendere e “Il Fuoco

dell’ Inferno” è qui a dimostrarlo. Undici titoli originali che elargiscono con generosità buone vibrazioni blues, soul e rock. Unica “cover”, per altro incisa in concerto, la conclusiva “Hard Times…” dei texani Omar & The Howlers.

S i s t e r S u z i e - “ A i n ‘ t N o L a d y ! “ ( The Last Music )

Dalla regione settentrionale del Northumberland, ai confini con la Scozia, la giovane Suzie

Clarke è scesa a Londra con una valigia colma di speranze e un fascino grezzo e incontaminato, schiettamente “down home”. Da Elvis, prima infatuazione e attaverso i

dischi di Memphis Minnie, Big Mama Thornton, Little Walter, Leadbelly e molti altri, la

ragazza ha scoperto la sua grande passione: Irma Thomas, l’incontrastata “Regina del Soul”

di New Orleans. E più volte Suzie si è recata nella Crescent City per incontrare il suo idolo.

Dopo il promettente EP autoprodotto, pubblicato nel 2016, Sorella Suzie esordisce con un Cd completo e, in compagnia della sua Right Band, assesta un colpo che lascia il segno.

Grinta e sfrontatezza – il provocante boogie che intitola la raccolta è un efficace biglietto da

visita – le sue armi più affilate, per un incrocio eccitante di soul, blues e r&b. In progarmma soprattutto sue creazioni, ma anche titoli di Elmore James e Jimmy Reed.

Naturalmente, non poteva mancare un sentito omaggio all’ amata Irma, con il classico “Ruler Of My Heart” del 1963.

V e g a s S t r i p K i n g s - “ J a c k p o t “ ( Gut Bukit )

Nato dalle ceneri dei Contino –pregevole l’unico “Back Porch Dogma”del 2012 su Blind Pig-

il quartetto di Las Vegas, Nevada continua e amplia l’ opera di quella band e realizza un entusiasmante affresco di American Roots Music. I fratelli Billy e Justin Truitt, insieme ad

Al Ek, Rob Edwards e Jimmy Carpenter, noto sassofonista di New Orleans, ci invitano ad

una vera festa e forniscono una colonna sonora esilarante. Un irresistibile e coinvolgente

intruglio di blues, rockabilly, country, zydeco, tex-mex e altro ancora. Autentica “good time

music” per un divertimento assicurato. I primi due titoli (“Rotgut Run” e “It Ain’t”) figuravano già nell’ album dei Contino e “V8 Ford” è un vecchio blues di Willie Love. Ma tutto il resto del programma è roba nuova di zecca, gioiosa e travolgente. Assolutamente

consigliabile. Alzate il volume e fatevi conquistare dalla band di Las Vegas !

B i l l y W h i t e , J r . - “ I t ‘ A b o u t T i m e “ ( Ayemaydah )

Il titolo del primo album pubblicato nel 2010 –“Solo Un’ Altro Chitarrista Texano”- suonava

un pò troppo modesto. Al primo ascolto si poteva intuire che Billy White, Jr. non era uno dei tanti, bensì un artista originale dotato di grande talento e con molte idee in testa. Il disco conteneva un sapido miscuglio di rock, r&b, country e folk acustico. La seconda prova, due anni dopo, era votata soprattutto al country classico, con tanto di steel, fiddle,

dobro, mandolino e chitarre “twang”. “It’s About Time” è invece più orientato verso un vibrante “melange” di blues elettrico, r&b e rock sudista. E se il pensiero va subito al suono

imprescindibile dei fratelli Allman, Billy ci mette molto del suo e confeziona un album di altissimo livello, con una dose elevata di spunti personali. Ospite speciale in quattro brani lo storico bassista Chuck Rainey e “traccia fantasma” alla fine, con uno strumentale in puro stile “southern”. Chissà cosa ci riserverà il prossimo disco…

L e A l t r e N o v i t à :

Gaye Adegbalola, Cara Being Blue, Meg Williams, Christone “Kingfish” Ingram, The BB King Blues Band, Doug Collins & The Receptionists, John Clifton, Kelly’s Lot, Ellis Mano

Band, David Haerle, Good Lovelies, The Cash Box Kings, Benny Turner and Cash McCall,

Reverend Freakchild, Katarina Pejak, R.Giddens/A.Kiah, L.McCalla/A.Russell, Tedeschi

Trucks Band, Jimmie Vaughan Trio feat. Mike Flanigin.

D a l P a s s a t o :

Roy Orbison, Smiley Lewis, Little Junior Parker, The Allman Brothers Band, Mark Murphy.

B e n v e n u t i a B o r d o !        

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