Podcast

Dalle 19:08 alle 19:29
PNR Happy Hours
Redazione Musica

ON AIR

M y s t e r y T r a i n - “ H a p p y B i r t h d a y M y s t e r y T r a i n ! “

[x]

D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

Eric Corne - “ HappySongsForTheApocalype “ ( FortyBelow )

Affermato produttore di artisti prestigiosi – John Mayall, Walter Trout, Joe Walsh – e lungimirante titolare dell’ etichetta losangelina Forty Below, Eric Corne è altresì ispirato

cantautore di stampo country-rock con forti connotazioni folk eblues. In questo nuovo

album solista dal titolo visionario ( “Canzoni Felici per L’ Apocalisse” ) Corne assembla

una dozzina di composizioni autografe, che testimoniano il suo notevole talento di autore

e interprete. Molto corposa la lista dei musicisti coinvolti nell’ operazione. Tra gli altri, vanno assolutamente citati lo stesso Walter Trout ( chitarra solista in “Ridin’ With Lady Luck” ), il violinista Freddy Koella, noto per i suoi trascorsi con Dylan e il compianto Willy De Ville, e Rick Holmstrom, abile chitarrista californiano, da tempo molto vicino alla grande Mavis Staples.

R u s sG r e e n - “CitySoul“ ( PsychedelicGhost )

Esperto assistente di produzione e regia in pubblicità e spettacoli televisivi di successo e

films con attori del calibro di Paul Newman, Tom Hanks e Bruce Willis, Russ Green ha

finalmente deciso di compiere il primo passo ufficiale in veste di musicista blues.

Da sempre innamorato dello stile rivoluzionario di Jimi Hendrix, ma non potendosi permettere l’ acquisto di una vera chitarra, il giovane Russell ripiega sull’ armonica,

strumento più alla portata delle sue esigue finanze. Con la scoperta di Sugar Blue, virtuoso

innovatore portato in palmo di mano dagli Stones, il cerchio si chiude anzi, si apre un nuovo mondo…Un armonicista che suona come il “mancino di Seattle” : proprio ciò che il

nostro ha sempre desiderato. Ma prima di questa tanto sospirata “opera prima”, Green

affina lo stile e acquisisce molta esperienza nella nativa Chicago, suonando con John Primer e Lurrie Bell. “City Soul” è un atto d’ amore verso la “Windy City” e tutti i leggendari

artefici del Blues di Chicago da parte di un artista con le radici che affondano nella tradizione, ma con gli occhi e la mente attenti al presente e rivolti al futuro. Un suono moderno e disinibito, che ingloba blues, boogie, rock, funk e r&b e si esplicita attraverso

dieci titoli originali, uno dei quali ( “Goin Down South” ) firmato aquattro mani con Eric Bibb, che partecipa anche all’ incisione in qualità digradito ospite.

B i l l y P r i c e -“Reckoning“(VizzTone)

Una carriera inaugurata con i migliori auspici al seguito del leggendario Roy Buchanan

(1970-’72) e proseguita come solista, con qualche pausa ma sempre a livelli esaltanti

con la sua Keystone Rhythm Band. In tempi più recenti William Pollak, in arte Billy Price,

ha dato prova di grande maturità insieme al chitarrista francese Fred Chapellier e centrando il bersaglio con lo strepitoso “This Time For Real”, in coppia con l’indimenticabile

Otis Clay. E il momento di grazia prosegue con questo nuovo album, registrato presso i rinomati Greaseland Studios di San Josè, Ca. e prodotto in collaborazione con l’ infallibile

Kid Andersen. Trasferta californiana molto proficua per il cantante nativo del New Jersey

in forma smagliante e con una nutrita lista di partecipanti ( Jim Pugh, Jerry Jemmott,

Nancy Wright, Sons Of The Soul Revivers…). Una dozzina abbondante di canzoni nuove o

ripescate dal passato ( Bobby Bland, Otis Redding, J.J. Cale, Swamp Dogg…) per un’ opera

che elargisce soul e blues a livelli di pura eccellenza. Cinque stelle tutte meritate. 

Kat Riggins-“ In The Boys‘Club “( Bluzpik )

Da alcuni definita “l’ incontro ideale” tra Bettye Lavette e Tina Turner, da altri la “nipote

spirituale” di Koko Taylor, la minuta e talentuosa Kat Riggins è dotata di una carica esplosiva strabiliante e una voce energica e sensuale, capace di trasmettere emozioni e

adrenalina e commuovere fino alle lacrime. Per questo quarto appuntamento discografico

la cantante di Atlanta, Ga. confeziona un’ opera davvero pregevole. Dodici titoli, scritti e

prodotti in autonomia, che trasudano una profondapassione per la “musica dell’ anima”,

il blues e il rock. Tre linguaggi sonori che la Riggins riesce ad amalgamare con naturalezza

e grande maestria. Una band – Blues Revival – assolutamente all’altezza della situazione e

un ospite speciale, il concittadino Albert Castiglia, che duetta con Kat e sfodera la solista

nella pungente “Kitty Won’t Scratch”, contribuiscono a far lievitare le quotazioni del disco.

L eA l t r e N o v i t à :

Gina Sicilia, Kara Grainger, Michele D’ Amour & The Love Dealers, Damon Fowler,

Frank Bey, Keith Stone with Red Gravy, Billy Hector, Aki Kumar, Brad Colerick,

Anthony Geraci feat. Sugaray Rayford, Mariachi Reyna De Los Angeles, Kate Campbell,

Ronnie Bowman & Lou Reid ( Epilogue – A Tribute to John Duffey ), Lawrence Lebo,

Eugene Hideway Bridges, The California Honeydrops, Judith Owen, J.P. Soars.

D a lPa s s a t o :

Si Cranstoun, Little Eva, Aretha Franklin, Otis Redding, Jono Manson, The Eagles.

B e n v e n u t ia B o r d o!

Leggi [+]

M y s t e r y T r a i n - “ N o w ‘ s T h e…S u m m e r – T i m e ! “

[x]

D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

D o m F l e m o n s - presents Black Cowboys (Smithsonian Folkways)

Alla base del nuovo album di Dom Flemons, ex Carolina Chocolate Drops, c’ è un proggetto

molto interessante e ambizioso : accendere i riflettori sul contributo dato dagli schiavi neri

affrancati alla crescita degli States, subito dopo la guerra di secessione. Il giovane e colto

polistrumentista cresciuto a Phoenix, Arizona e da tempo residente a Washington, DC confeziona un’ opera davvero ragguardevole, ricca di fascino e di riferimenti storici.

Le vicende di questi “cowboys neri” vengono narrate con passione e competenza filologica,

attraverso un suggestivo incrocio di blues, folk, old time, country e rockabilly. Diciotto

paragrafi di storia e cultura., che aprono uno squarcio inedito sulle esistenze degli africani in America. Casa discografica, specializzata in questo tipo di operazioni di elevato

tenore culturale, la concittadina Smithsonian Folkways. Un nome, una garanzia…

A r t u r M e n e z e s - “ K e e p P u s h i n g “ ( Autoprodotto )

Forte degli eccellenti risultati conseguiti all’ International Blues Challenge dello scorso gennaio, l’ emergente chitarrista e cantante brasiliano licenzia il quarto album e ci regala

un’ opera particolarmente lucida e ricca di spunti di notevole interesse. Inciso a Los Angeles,Ca. dove l’ artista “carioca” si è da tempo stabilito e prodotto dall’ esperto Josh Smith, “Keep Pushing” fotografa in modo cristallino lo stato di grazia di Menezes. Il rispetto

per la tradizione è un dato di fatto, ma lo sforzo creativo – dieci titoli, tutti originali – per attualizzare il linguaggio del blues, sembra essere il suo vero asso nella manica. Funk, jazz,

swing e rock’n’ roll vengono gettati nel calderone per ottenere un suono moderno, originale

e, senza dubbio, molto accattivante.

W i l y B o W a l k e r - “ Almost Transparent Blues “ ( Mescal Canyon )

Scozzese originario di Glasgow, il chitarrista e cantante Wily Bo Walker divide ormai da tempo la sua attività artistica tra Gran Bretagna e Stati Uniti. Questo nuovo lavoro, dal titolo affascinante, è la “summa” delle ultime stimolanti esperienze e sfodera un “sound”

compatto e brillante, ma con un raggio d’ azione ampio ed eterogeneo, che comprende blues, soul, r&b, jazz, rock e “Americana”. Con voce roca e chitarra tagliente Walker,

insieme alla propria band, con altri ospiti o in completa solitudine, si dimostra sicuro

“padrone di casa” e raccoglie i frutti di una lunga attività – quasi 40 anni – con un disco

tutto da scoprire e da apprezzare nelle sue molteplici sfumature. Un blues quasi trasparente…

B i g D a d d y W i l s o n - “ S o n g s F r o m T h e R o a d “ ( RUF )

Nuova puntata della serie “Songs From The Road” ( CD + DVD ), che da qualche tempo

la tedesca Ruf Records pubblica per documentare i concerti dei propri artisti. Questa volta

tocca a Wilson Blount, in arte Big Daddy Wilson, vocalist di gran classe che ha già fornito

esaltanti prove di studio. Baritono caldo e pastoso, l’ artista proveniente dal North Carolina

ma stabilitosi in Germania dopo il servizio militare, presenta un “set” di 12 canzoni – 15 nel

DVD – che ne confermano le straordinarie doti tecniche e la profonda carica umana. Nella serata, registrata lo scorso ottobre presso la cittadina svizzera di Rubigen a pochi minuti da Berna, è con lui il notevole quartetto italiano guidato da Cesare Nolli e Paolo Legramadi ,

lo stesso del precedente album di studio “Neckbone Stew”. Blues, gospel, country, boogie…

Musica delle radici che profuma di “sud” e scorre calda e generosa tra le montagne svizzere

per una notte da non dimenticare.

L e A l t r e N o v i t à :

Vanessa Collier, Deb Ryder, JoyAnn Parker, Tom Hambridge, The Proven Ones,Kat Riggins,

Travis Bowlin, Jeremiah Johnson,Big Apple Blues, Big Harp George,J.P. Soars, Buddy Guy,

The California Honeydrops, Shari Puorto, The Circus In Flames, Martin Kerr, Zan Zone,

Los Texmaniacs, Fred Chapellier & The Gents feat. Dale Blade.

D a l P a s s a t o :

Little Willie John, Mable John, Ray Charles, The Hot Club Of San Francisco.

B e n v e n u t i a B o r d o !

Leggi [+]

M y s t e r y T r a i n - “ S u m m e r W e e k e n d I n P o r r e t t a “

[x]

D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

M i k e A i k e n - “ W a y w a r d T r o u b a d o u r “ ( Northwind )

Da cinque anni il talentuoso songwriter ed esperto uomo di mare sudista non sfornava

un nuovo disco. L’ ottimo “Captains & Cowboys” risale infatti al 2013. Un lustro per meditare e aprire le porte a qualche cambiamento. Il titolo della prima traccia, “Everything

Changed” suona come programmatico in questo senso e introduce una frizzante ventata di western swing stile Texas Playboys. Una strizzatina d’occhio al Dylan più country con la solo omonima “Nashville Skyline”, una spruzzata di gypsy jazz (“A Little Lazy In Your Life” ),

un accattivante pseudo-rockabilly ( “Travelin’ Bone” ) e il gioco è fatto. La solida base country-rock resiste comunque e la vena solare e caraibica dell’ amato modello Jimmy Buffett affiora a tutto tondo soltanto in “Penelope”. Insomma, nuovi stimolanti direzioni

e vecchie sicure certezze. Il “Trovatore Ribelle” ha colpito ancora…

F r e d d i e P a t e - “ I G o t T h e B l u e s “ ( Autoprodotto )

Chitarrista e cantante di origine ispanica, Freddie Pate ha da sempre incrociato il proprio destino con quello di grandi artisti, soprattutto di matrice country. Buck Owens, Merle Haggard, Lefty Frizzell nella sua nativa Los Angeles a cavallo tra ’60 e ’70; Johnny Cash, Willie Nelson e Conway Twitty in Texas dal’74 in poi. Dal ’90, con il trasferimento in Louisiana, diventa membro dei Zydecajun, la prestigiosa band del grande Wayne Toups. Esperienza infinita, dunque. Il blues era sempre nell’ aria, ma ci è voluto Mike Zito, bluesman e produttore in forte crescita a convincere Freddie a compiere il passo da tempo atteso. Registrato al Marz Studio di Nederland, Texas, il quartier generale di Zito, “I Got The Blues” non delude le aspettative ed elargisce 40 minuti di ottime vibrazioni. In programma un paio di titoli autografi, tra cui la “title-track” e parecchie “covers” di firme storiche (Elmore James,Fats Domino, Willie Dixon, B.B.King ). Singolari, ma assolutamente convicenti e per nulla fuori dal seminato, le personali versioni di “Hey Good Lookin”, storica perla di Hank Williams e “Jolie Blond”, sorta di inno nazionale “cajun” firmato nel 1929 da Amedè Breaux.

K e e s h a P r a t t B a n d - “ B e l i e v e “ ( Autoprodotto )

Scintillante esordio per la compagine texana che ha trionfato – “migliore band” – alla 34esima edizione dell’ International Blues Challenge di Memphis, Tenn. a inizio anno.

La carismatica presenza della titolare – voce straordinaria per estensione, potenza ed

espressività – non è l’ unica carta vincente del gruppo. L’ insieme, con elementi che provengono da diversi Stati dell’ Unione ( Texas, California, Louisiana, Mississippi, Arkansas ) e addirittura dal Giappone, offre alla “sirena” di Houston un tappeto sonoro

ricco, variegato ed estremamente dinamico, che ricorda le orchestre di scuola Motown.

Keesha, vocalist dalla più tenera età, ha condiviso il palco con artisti prestigiosi , quali

Bobby Rush, Eddie Cotton, il Rev. James Moore e la cantante lirica Grace Bumbry.

A proprio agio con quasiasi genere, dalla musica classica al jazz, dal rock sudista al

gospel, dal country al r’n’r, per questo debutto ha dato spazio soprattutto a soul e blues

e la scelta risulta particolarmente felice e appagante. “Believe” è infatti una delle opere

più riuscite e stimolanti degli ultimi mesi e merita tutta la nostra attenzione.

Jourdan Thibodeaux Et Les Rodailleurs – “Boue, Boucane, Et Bouteilles” (Valcour)

Ancora un’ interessante proposta dell’ etichetta cajun di Eunice, Louisiana. Dopo il tributo

alla musica di Jimmy C. Newman, “l’ Uomo Alligatore”, ecco spuntare dal cilindro magico di

Joel Savoy un’ altra novità di assoluto rilievo. Si tratta del giovane violinista e cantante

Jourdan Thibodeaux, proveniente dalle paludi boscose di Cypress Island, nel cuore del Bayou Country. Jourdan, che imbraccia anche l’ accordion nel titolo d’ apertura, è un personaggio davvero autentico che non ama parlare inglese, ma preferisce esprimersi nel

francese arcaico della tradizione cajun. Il suo stile musicale è ruspante e terragno, profondamente radicato nella storia della Louisiana francofona. Il disco, dal titolo esilarante, è un vorticoso susseguirsi di irresistibili “two steps” e ballate che strappano il

cuore con una voce vissuta e passionale e un “fiddle” grondante di tradizione. Ad assecondare il giovanotto in questo eccitante debutto, alcuni dei più accreditati solisti di

“Acadiana”. Su tutti il polistrumentista creolo Cedric Watson e il titolare della casa discografica Joel Savoy, presente con la chitarra in quasi tutti i brani. “Laissez bon ton

rouler ! “

L e A l t r e N o v i t à :

Eliza Neals, Dana Fuchs, Markey Blue/Ric Latina Project, The Lucky Losers, Johnny And

The Motones, Big Harp George, The Little Red Rooster Blues Band, Bruce Katz Band, Grand Marquis, Kathy & The Kilowatts, Cyril Neville, Eugene Hideaway Bridges, Big Daddy Wilson, Jerry Velona, Mary Battiata & Little Pink, Zachary Richard, The California Honeydrops.

D a l P a s s a t o :

Terrie Odabi, Chris Cain, Don Bryant, Guy Davis & Fabrizio Poggi, Wee Willie Walker And

The Anthony Paule Soul Orchestra, The Hot Club of San Francisco feat. Barbara Dane,

The Beach Boys.

B e n v e n u t i a B o r d o !

Leggi [+]

M y s t e r y T r a i n - “ S u m m e r W i n e R o c k i n ‘ “

[x]

D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

V i c t o r i a G i n t y - “ U n f i n i s h e d B u s i n e s s “ ( Blue Door )

Il nuovo album dell’ esuberante vocalist di Tampa Bay, Florida arriva dopo un incandescente “live” registrato di fronte al pubblico amico del Firehouse Cultural Center.

Anche senza applausi l’ atmosfera si mantiene carica ed elettrizzante, con una band – i

suoi Ladyhawke – sempre più precisa e compatta. Victoria, che se la cava egregiamente

anche con violino e chitarra, sfodera tutta la sua voce potente e sensuale in un programma

di brani, per lo più originali, in equilibrio perfetto tra blues, rhythm & blues, soul e Americana.

T o m H a m b r i d g e - “ T h e N o l a S e s s i o n s “ ( Super Star Factory )

Con Kid Andersen e Tony Branaugel è il produttore blues più quotato degli ultimi anni.

Johnny Winter, George Thorogood, James Cotton e, soprattutto, Buddy Guy i grandi artisti

a cui ha legato il proprio nome. Tra i mille impegni sempre in cantiere, Hambridge, anche

eccellente cantante e batterista di prim’ordine, ha trovato uno spiraglio di tempo per lavorare al suo ottavo album. Inciso a New Orleans, come evidenzia con chiarezza il titolo, il disco è un omaggio al suono bollente della “Crescent City” e si avvale della partecipazione di ospiti locali di alto rango. I chitarristi John Fohl e Sonny Landreth, con la sua “slide” dilagante, il tastierista Ivan Neville e il compianto Allen Toussaint, in una delle ultime testimonianze prima della prematura scomparsa ( novembre 2015 ). E poi Hambridge porta con sé dalla sua Nashville il fido Kevin McKendree, mago delle tastiere e le sorelle McCrary e il gioco è fatto. Tredici titoli, tutti originali e di assoluto pregio, imbevuti di blues, soul, r&b e r&r. E non poteva essere altrimenti, da parte di un autore conosciuto come il “Willie Dixon bianco”, per le oltre 400 canzoni consegnate in carriera a interpreti prestigiosi.

W i l l i e J a c k s o n - “ C h o s e n B y t h e B l u e s “ ( Autoprodotto )

Con radici che affondano nel rigoglioso humus della musica “sanctified”- è cresciuto suonando la batteria e cantando nei cori gospel di Savannah, Georgia – Willie Jackson è

diventato un bluesman verace e sanguigno, con il soul sudista e gli inni sacri sempre nel cuore. Dopo un gravissimo incidente occorsogli nel 2009, ha approfondito l’ aspetto creativo , divenendo autore prolifico e specializzandosi negli arrangiamenti. Si esibisce con

una band che varia da trio a quintetto e ci regala questo EP –solo sei tracce,tutte originali –

che colpisce il bersaglio in modo semplice e diretto. Solo blues schietto e ruspante, senza

orpelli e inutili sofisticazioni.

Too Slim And The Taildraggers - “ High Desert Heat “ ( VizzTone )

Ormai da anni uomo di punta nel panorama blues-rock internazionale, Tim Langford in arte Too Slim, si presenta con tutte le carte in regola alla nuova scadenza discografica.

Tutti i sei lavori precedenti hanno raggiunto la Top Ten delle classifihe blues di Billboard,

con un suono elettrico ricco e potente, ma con venature melodiche capaci di smussare gli

spigoli più acuti. Anche questo settimo sigillo – registrato a Nashville, Tenn. dove il gruppo,

originario di Spokane, Washington,attualmente risiede – prosegue sul terreno segnato , ma rende ancora più matura e personale la mistura di blues e rock espressa dalla band. Langford si conferma più che mai padrone assoluto della chitarra “slide” e compositore di alto profilo, firmando tutti i brani , ma lasciando spazio in apertura ad una nuova, vibrante rilettura di “Time Has Come Today”, hit dei Chambers Brothers del 1967.

L e A l t r e N o v i t à :

Vanessa Collier, Vanja Sky, Crystal Shawanda, Jeremiah Johnson, Tas Cru, Eugene

Hideaway Bridges, Buddy Guy, Big Apple Blues, The Bennett Brothers, The Nighthawks,

Ghost Town Blues Band, Dan Israel, Bobbo Byrnes, Travis Bowlin, The California Honeydrops, Steve Howell & The Mighty Men, Zan Zone, Elizabeth Mitchell and Suni Paz,

Jeff Jensen.

D a l P a s s a t o :

John Fogerty, Big Mama Thornton, Elvis Presley, Nancy Sinatra & Lee Hazelwood, Barbara

Dane & The Chambers Brothers.

B e n v e n u t i a B o r d o !

Leggi [+]

M y s t e r y T r a i n - “ S u m m e r N i g h t l i f e “

[x]

D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

T h e C a l i f o r n i a H o n e y d r o p s - “Call It Home Vol 1 & 2” (Tubtone)

Piatto ricco e prelibato il nuovo, sesto album delle “Gocce di Miele Californiane”. Sedici canzoni originali, equamente spartite su due cd’s, che si muovono con naturale leggerezza

in un ampio scenario di generi e stili: soul, blues, jazz, funk, reggae, Dixieland, Philly Sound e altro ancora. Il quintetto, guidato da Lech Wierzinski, geniale cantante e trombettista di origine polacca e arrivato nella Bay Area poco più che bambino, ci accompagna in un viaggio sonoro ricco di fascino e di mille suggestioni. Una sorta di

“concept album” che gira attorno al tema della “casa” ( “home” ), inteso nell’ accezione più

affettiva e sentimentale che strettamente fisica. A dare una mano ai cinque giovani musicisti, più che mai fieri degli esordi da “buskers” nelle stazioni della metropolitana di San Francisco, quasi una trentina di graditi ospiti. Su tutti la divina Bonnie Raitt, che da

tempo si è innamorata di loro e li ha voluti più volte in tour con lei, che presta la sua voce

nell’ iniziale “title-track”. Tutti i brani sono una vera delizia, ma i sei minuti e mezzo di “Coming Around”, sinuoso funk dall’ incedere morbido e sornione, ci mette con dolcezza

ma inesorabilmente al tappeto. C’ è aria di festa nella Baia e siete tutti invitati. Colonna

sonora, la meraviglosa musica delle Gocce di Miele” di Oakland che, al di là di ogni genere,

fa tanto bene ai nostri cuori.

J o h n C l i f t o n - “ N i g h t l i f e “ ( R i p C a t )

Emerso con il fratello Bill nei tardi anni ’80 alla guida della MoFo Party Band, il cantante

e armonicista John Clifton firma la seconda prova solista ancora per l’ etchetta di Los Angeles. Il bluesman di Fresno ( California centrale ) conferma le impressioni altamente

positive suscitate dall’ esordio di tre anni fa – “Let Yourself Go” – e ci fornisce una corroborante miscela di blues, soul, rhythm & blues e rock’n‘roll di stampo marcatamente

“vintage”. Nel programma brani originali e incursioni nei canzonieri di Charlie Musselwhite,

Little Walter , Leiber & Stoller e Muddy Waters.

B u d d y G u y - “ T h e B l u e s I s A l i v e A n d W e l l “ (Silvertone/RCA)

A 82 anni, portati magnificamente e da compiere proprio a fine mese, Buddy Guy prosegue indomito una carriera straordinaria, che da più di mezzo secolo lo vede assoluto protagonista della storia del blues. Prima con Junior Wells e poi come solista, il chitarrista e cantante di Lettsworth, Mississippi, molto amato dalle rockstars, ha fatto incetta di prestigiosi riconoscimenti e non sembra essere ancora pago o pronto per la pensione.

Anzi, l’ incontro con Tom Hambridge ha trasmesso una fresca linfa creativa e questo nuovo disco, come il precedente “Born To Play Guitar” (2015 ), possiede la staura del capolavoro. Registrato sempre a Nashville, Tenn. con la produzione di Hambridge, impegnato anche alla batteria e il suo entourage vincente ( Kevin McKendree, Willie Weeks,

le McCrary Sisters ), l’ album dispensa più di un’ ora di blues elettrico vibrante e diretto,

suonato con ardore e passione. Ciliegina sulla torta, la presenza di ospiti speciali da brividi:

Keith Richards e Jeff Beck in “Cognac”, Mick Jagger a soffiare nell’ armonica in “You Did The Crime” e il giovane James Bay in “Blue No More”. Hambridge, in veste anche di autore, firma tutti ititoli con l’ ausilio di Guy o di altri partners. Unica eccezione, “Nine Below Zero” di Sonny Boy Williamson II, in circolazione come singolo già prima dell’ uscita

dell’ album.

M i c h a e l K a e s h a m m e r - “ S o m e t h i n g N e w “ ( Linus )

L’ affermato cantante e tastierista di origine tedesca – Offenburg, 1977 – ma da tempo residente in Canada, si è recato a New Orleans per incidere il nuovo album. Luogo prescelto gli storici Esplanade Studios, nel cuore di Tremè, quartiere popolare reso famoso dall’ omonimo serial televisivo. Sono della partita alcune leggende locali , tra cui

Cyril Neville, George Porter Jr. e la New Orleans Nightcrawlers Brass Band. Ma il “cast”

è implementato anche dalla presenza di altri celebri nomi del firmamento “blues & roots” quali Colin James, Randy Bachman e Curtis Salgado. E ancora Amos Garrett, Chuck Leavell e Jim Byrnes , tutti e tre in un solo brano ( “She’ s Gone” ). Con questo “parterre de roi” era quasi impossibile sbagliare, ma Michael ci mette tutto il suo brillante talento di pianista , che combina con passione e tecnica sopraffina sapori jazz, boogie-woogie, blues, pop e, naturalmente, sonorità di New Orleans. Il tutto in un disco che si ascolta con estremo piacere dalla prima all’ ultima nota.

L e A l t r e N o v i t à :

Deb Ryder, Joyann Parker, Kat Riggins, J.P. Soars, Mark Wenner’s Blues Warriors,

Big Harp George, Waydown Wailers, Matty T Wall, Bruce Katz Band, Russ Green,

The Circus In Flames, Mike Aiken, Blue & Lonesome Duo, Johanna Sillanpaa, Grand Marquis.

D a l P a s s a t o :

Charlie Musselwhite, Patsy Cline, Carl Perkins, Sly & The Family Stone, Cyrille Neville,

Willie Nelson & B.B. King.

B e n v e n u t i a B o r d o !

Leggi [+]