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Redazione Musica

ON AIR

M y s t e r y T r a i n d e l 1° A g o s t o 2 0 1 9 “ S h i n i n ‘ S u m m e r S o u l “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

M a r k C a m e r o n - “ O n A R o l l “ ( C o p )

Attivo sin dagli anni ’80 sulla scena musicale del Minnesota, con cinque albums di stampo

rock e pop, Mark Cameron ha focalizzato la propria attenzione su blues e generi confinanti

solo nel 2009. Da quel momento e attraverso altrettanti lavori, si è imposto come uno degli

artisti più interessanti in circolazione. Il nuovo “On a Roll” ne è la piena conferma, con un

programma tutto originale, in cui il chitarrista e cantante si dimostra ancora una volta

leader carismatico e autore onesto, sincero e dotato di arguto umorismo. Nella band, che

ha degnamente rappresentato il proprio Stato all’International Blues Challenge d’inizio anno, anche l’armonicista Rick Miller e la moglie Sheri, impegnata a sax, flauto e percussioni.

Doug Collins & The Receptionists - “Good Sad News “ ( Autoprodotto )

Il “Southwest Journal” lo ha definito “un miniclassico country pop”. Si tratta di “Good Sad

News”, quarta prova di Doug Collins con i suoi Receptionists. Il trio di Minneapolis, Minn.

ci regala una decina di nuove canzoni, che sembrano essere state scritte a cavallo tra 50’s

e 60’s, con una miscela irresistibile di r&r, pop e country e spruzzate di doo-wop e tex-mex. Con Buddy Holly, Beatles, ma anche Elvis Costello nel cuore – e il look con tanto di occhiali stà proprio tra Buddy ed Elvis…- Collins non risulta mai nostalgico o ancorato a schemi vetusti. Il suono è infatti sempre decisamente fresco, accattivante e molto diretto. Insieme a lui Charlie Varley (basso) e Billy Dankert (batteria), pulsante sezione ritmica, con l’aggiunta di piano, pedal steel e fisarmonica nei momenti più doo-wop, country e tex-mex della raccolta.

Bob Corritore & Friends - “ Do The Hip – Shake Baby ! ( VizzTone )

Il vulcanico armonicista chicagoano, da molto tempo residente a Phoenix, Arizona torna alla ribalta a meno di un anno dall’acclamato “Don’t Let The Devil Ride !” La formula scelta è la medesima. Otto diverse sessions effettuate tra il 2016 e il 2018, mixaggio finale affidato a Kid Andersen negli studi di San Josè, Ca. e una enorme quantità di amici musicisti coinvolti. Se ne contano ben 39 ! ! ! Tra i vocalists Alabama Mike, Sugaray Rayford, Oscar Wilson e l’ultranovantenne Henry Gray; per quanto riguarda i chitarristi Anson Funderburgh, Junior Watson e Kid Ramos. E poi ancora The Fremonts, Andy T., Adrianna Marie, Fred Kaplan…Insomma, un autentico “parterre de rois” ! E la musica ? Quanto di pù fresco e esilarante il blues possa offrire: quasi un “concept album” dedicato al ritmo e al ballo. Una collezione di 14 tracce, non troppo battute a parte “Shake Your Hips” e “The Twist”, che portano celebri firme - Jimmy Reed, Hank Ballard, Jimmy McCracklin, Muddy Waters… - per uno stimolante frullato di r&b, primo r&r, soul e gospel. Simpaticissima la copertina in stile cartoon, come il disco precedente. Imperdibile Blues Party !

T h e F o r t y F o u r s - “ T w i s t T h e K n i f e “ ( Rip Cat )

Ci sono voluti quasi otto anni per applaudire il secondo atto musicale dei californiani Forty

Fours. “Americana”, il brillante esordio del 2011 su Rip Cat aveva destato buone impressioni e suscitato molti interessi. Nel frattempo, il cantante e chitarrista Johnny Main

ha rimescolato le carte in tavola, rivoltando la band come un calzino, per sostituire tutti i membri originali. E se Kid Ramos all’epoca era solo uno “special guest”, il suo collega Junior Watson entra in pianta stabile nel gruppo al fianco dell’armonicista Eric Von Herzen, di recente apprezzato con gli Atomic Road Kings di Big Jon Atkinson. “Twist The Knife”, pubblicato ancora dalla solerte etichetta di L.A., è un omaggio, apertamente dichiarato da Main, ai grandi bluesmen del passato che più lo hanno influenzato: Howlin Wolf, in primis, ma anche Muddy Waters, Lightnin’ Hopkins, Albert Collins, T-Bone Walker.

Blues ruvido e sanguigno, suonato con grinta e cuore e una lista di titoli costituita unicamente da “covers”, a parte l’iniziale “Cuttin’ Deep”, incisivo strumentale firmato dal titolare.

L e A l t r e N o v i t à :

Cheyenne James, Charlie Wooton Project feat. Arséne Delay, Gracie Curran & Friends, King Of The Tramps, Mindy Abair & The Boneshakers, Delbert McClinton And Self Made Men +Dana, Frank Migliorelli & The Dirt Nappers, The Vignatis, J.P. Soars, Jon Gindick,

Jeff Dale & The South Woodlawners, Billy Price, Big Daddy Wilson, Tullie Brae, Bruce Katz,

Jono Manson with Eliza Gilkyson & Terry Allen, Alice Howe.

D a l P a s s a t o :

Slim Harpo, Lightnin’ Hopkins, Taj Mahal & Etta James, Buddy Holly, Pete Seeger, Original

Liberty Jazz Band feat. Dr. Michael White.

B e n v e n u t i a B o r d o e… A r r i v e d e r c i a S e t t e m b r e !     

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M y s t e r y T r a i n d e l 2 5 L u g l i o 2 0 1 9 “ S u m m e r C r u i s i n ‘ W i t h T h e B l u e s “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

J . P . R e a l i - “ A H i g h w a y C r u i s e “ ( Autoprodotto )

Da quasi 30 anni protagonista eccellente della scena “roots” di Washington, DC, davvero

apprezzabile il suo lavoro in studio al servizio di Peter Wof, Mary Chapin Carpenter e Otis

Rush, l’italo-americano J.P.Reali ha iniziato a sfornare dischi a proprio nome solo nel 2007.

Questa “Crociera in Autostrada” – EP con solo 5 titoli originali e quarto della serie – è una

sorta di rimpatriata con il vechio amico Duke Levine, chitarrista come Reali, dalla conoscenza enciclopedica. E infatti il dischetto è “manna dal cielo” per chi frequenta blues

e generi contigui: r’n’r, boogie, southern rock, country. A bordo anche l’armonicista Dennis Brennan, senza i suoi White Owls e Max Teixeira, batterista della band di Duke Robillard.

Bella gente del New England.

Steve Riley & The Mamou Playboys - “ 30 Years Live ! “ ( Valcour )

Con le radici che affondano nell’ “humus” della tradizione musicale “acadiana”, ma la mente aperta a sonorità più moderne, lo sguardo proiettato al futuro e un’ispirazione sempre fresca e originale, Steve Riley è un personaggio di primissimo piano nel panorama

cajun e zydeco contemporaneo. Insieme alla sua band, i fedelissimi Mamou Playboys, il

valoroso cantante, fisarmonicista e violinista ha festeggiato trent’anni di attività con un concerto tenuto nel borgo di Vermilionville, nei pressi di Lafayette, cuore della Louisiana

francofona, il 7 dicembre scorso. Spettacolo prontamente riversato su disco dall’etichetta

di Joel Savoy. Il quintetto, in forma smagliante, ci offre un ricco ed entusiasmante programma, costituito da molti brillanti originali, un paio di tradizionali e, tra le altre leccornie, il celebre “Sea Of Love”, che Phil Phillips lanciò nel 1959. Finale incandescente

occupato da un lungo “medley” dedicato a Clifton Chenier. Laissez Bon Temps Rouler !

S a v o y B r o w n - “ C i t y N i g h t “ ( Quarto Valley )

Kim Simmonds diede alla luce i primi Savoy Brown nel lontano 1965, a Londra e in pieno fervore creativo del giovane e rampante British Blues. Il primo album arrivò l’anno successivo. Con questo nuovo “City Night” si raggiunge quota 40 ! ! ! Fulgido esempio di longevità artistica…Acqua sotto i ponti, come si suol dire, ne è passata tanta e Simmonds

da qualche anno risiede in California. Il gruppo, in cui si sono avvicendati molti musicisti,

è ridotto oggi a trio, con i rocciosi Pat DeSalvo al basso e Garnet Grimm alla batteria. Non

è cambiato però lo stile, un blues-rock sferzante e vigoroso, tutto muscoli e passione , un

vero marchio di qualità. “City Night”, con i suoi 12 fumanti brani originali , farà la gioia dei

moltissimi fans, come “Witchy Feelin’”, che l’ anno scorso scalò le classifiche blues di Billboard.

A l l y V e n a b l e - “ T e x a s H o n e y “ ( R u f )

La giovanissima cantante e chitarrista texana, che aveva già raccolto unanimi consensi con

i primi due dischi, “No Glass Shoes” (2016) e “Puppet Show” (2018), ritorna alla carica più

agguerrita che mai, con un nuovo album prodotto dall’ infallibile Mike Zito. Nel suo fiammeggiante blues-rock rivive tutta la tradizione elettrica texana, da Johnny Winter

all’imprescindibile Stevie Ray Vaughan, passando attraverso gli ZZTop. Ben assecondata

dalla potente sezione ritmica formata da Bobby Wallace (basso) ed Elijah Owings (batteria)

e con qualche intervento speciale di Eric Gales e dello stesso Zito, Ally confeziona un lavoro

fiero e appassionante, con una decina di titoli autografi di sicuro effetto. C’è anche spazio

per un paio di contributi esterni : la guizzante “Love Struck Baby” dal primo album di Stevie Ray e la tradizionale “Careless Love” , rivisitate entrambe con assoluta originalità.

L e A l t r e N o v i t à :

Joanne Shaw Taylor, Shirley Davis & The Silverbacks, Diana Rein, Terry Hanck,

Zac Harmon, Diesel Park West, Ben Levin, Grady Champion, John Clifton, Larry Cordle

(“Gonna Sing, Gonna Shout”), AG Weinberger, Michael Jerome Brown, Jimmie Vaughan,

Kenny “Beedy Eyes” Smith & The House Bumpers, Blind Lemon Jazz (voc. Marisa Malvino).

D a l P a s s a t o :

Smiley Lewis, Harry Choates, Big Jack Reynolds, Al Belletto Big Band (“JazzFest”),Billie

Holiday, T-Bone Walker.

B e n v e n u t i a B o r d o ! 

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M y s t e r y Tr a i n d e l 1 8 L u g l i o 2 0 1 9 “ M i d n i g h t H o u r B . D a y P a r t y ! “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

J. P. B i m e n i & T h e B l a c k B e l t s - “ F r e e M e “ ( Tucxone )

Quanto mai avventurosa la vicenda umana di J.P.Bimeni. Principe ereditario della famiglia

reale del Burundi, è costretto a espatriare a soli 15 anni allo scoppio della guerra civile.

Esce miracolosamente illeso da ben due attentati e si rifugia in Gran Bretagna. Prima in

Galles e poi a Londra, dove ha modo di dare libero sfogo alla sua grande passione: la soul

music. Le occasioni nella capitale non mancano e nel 2013 entra in una band “tributo” a

Otis Redding. Quattro anni dopo, ospite del gruppo funk Speedometer,va in tour in Spagna

e viene notato dagli osservatori della Tucxone, sorta di cugina madrilena della newyorkese

Daptone. Contratto immediato e i frutti arrivano in maniera altrettanto tempestiva, con questa brillante opera prima. Insieme ai dinamici Black Belts e con la supervisione dell’attento Eduardo Martinez, J.P. ci consegna un lavoro che sintetizza piacevolmente

la tradizione soul di marca Stax e Motown, le sonorità più moderne della Daptone e,

naturalmente, le imprescindibili radici africane. Con Big O sempre nel cuore… Protagonista

in questo weekend al prestigioso Soul Festival di Porretta Terme.

T u l l i e B r a e - “ R e v e l a t i o n “ ( Endless Blues )

L’infanzia trascorsa a cantare gospel e spirituals nelle chiese rurali della Louisiana, al seguito del padre predicatore battista. Queste radici “sanctified” sono ancora oggi ben presenti e tangibili nello stile di Tullie Brae, gustosa miscela di blues, soul e rock. Voce naturalmente “soulful” dalla prodigiosa estensione, l’avvenente Tullie è anche una strumentista molto capace – impeccabile al pianoforte, Hammond e chitarre – e autrice

ispirata e originale. Per questo terzo appuntamento la giovane artista si è recata presso gli

Ardent Studios di Memphis, per affidarsi alla produzione di Jeff Jensen e all’accompagnamento del suo rodato nucleo di strumentisti: Bill Ruffino, David Green, Brandon Santini…Presente anche Mick Kolassa, che due anni fa aveva ospitato la Brae

nel suo “Double Standards”, album di classici cantati in coppia. Là Tullie aveva dato il meglio strapazzando “Rock Me Baby” di BB King. Qui invece ci delizia con una decina di

originali, alternando incisivi “up-tempos” e intense ballate. In chiusura “Thank You Mom”,

struggente pagina dedicata alla mamma.

J i m m i e V a u g h a n - “B a b y, P l e a s e C o m e H o m e“ (The Last Music)

Texano verace – nato a Dallas e presto trasferitosi a Austin – Jimmie Vaughan è il fratello

maggiore del leggendario Stevie Ray e ha guidato per anni, insieme Kim Wilson, i Fabulous

Thunderbirds, formidabile ensemble blues & roots amato e rispettato in tutto il mondo.

La sua produzione solista è costellata di eccellenti lavori, in cui viene riletta con passione,

entusiasmo e assoluta competenza la vastissima tradizione “Americana” : blues, jump, r&b,

r&r, rockabilly, soul, jazz, doo-wop, country…Questo nuovo album, secondo per l’etichetta

inglese dopo l’ottimo “Live At C-Boys”, è la continuazione ideale dei due volumi di “Plays Blues, Ballads And Favourites”, pubblicati nel 2010 e 2011. Supportato da una band stellare, Jimmie dà nuovo splendore a perle sbiadite dal tempo e appartenenti ai preziosi scrigni di Lloyd Price, Letfy Frizzell, Chuck Willis, T-Bone Walker, Fats Domino , Clarence

Gatemouth Brown e l’immancabile Jimmy Reed, a cui aveva dedicato un intero lavoro nel

2007 in compagnia di Omar Dykes.

R i c k V i t o - “ S o u l s h a k e r “ ( VizzTone )

Straordinario chitarrista “slide”, tra i massimi specialisti da molto tempo in circolazione,

Rick Vito ha alle spalle una carriera di elevatissimo profilo. Per quattro anni (1987-’91) solista dei leggendari Fleetwood Mac, il quasi settantenne chitarrista e cantante di Darby, Pennsylvania ha altresì impreziosito con le sue magie tecniche dischi e concerti di giganti del calibro di John Mayall, Bonnie Raitt, John Fogerty, Roy Orbison, Dolly Parton…E ci

fermiamo qui per motivi spazio . E’ suo lo storico assolo su “Like A Rock” di Bob Seger,

anno 1986. In questo nuovo album Vito mantiene fede alla propria fama e confeziona un

disco infarcito di gustose prelibatezze, indicate per chi ama l’incrocio tra blues, rock e soul.

Tre gli strumentali in programma, tutti di grande suggestione, l’ originale “Soul Shadows”,

“Doggin’ Around” dal repertorio di Jackie Wilson e l’emozionante “A Change Is Gonna Come”, canto del cigno di Sam Cooke, in una versione da brividi che rimane scolpita nei

nostri cuori.

L e A l t r e N o v i t à :

Meg Williams, Billie Williams, Gracie Curran & Friends, Delbert McClinton And Self Made

Men+Dana, Glen Clark, Mark Cameron, Jersey Swamp Cats, David Haerle, Michael Lee,

Steve Riley & The Mamou Playboys, Katarina Pejak, Paula Harris, Benny Carter And Cash

McCall, Mark Rogers, Rosie Flores.

D a l P a s s a t o :

Lloyd Price, Wilson Pickett, k.d.lang, Clarence Gatemouth Brown, The Bo-Keys,Sam Cooke,

Scott Sharrard, Pete Seeger.

B e n v e n u t i a B o r d o !      

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M y s t e r y T r a i n d e l l ‘ 1 1 L u g l i o 2 0 1 9 “ D o w n H o m e S u m m e r B l u e s “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

G r a d y C h a m p i o n - “ S t e p p i n’ I n - A Tribute To Z Z H i l l “ (Malaco)

Il cantante e armonicista di Canton, Mississippi licenzia l’undicesimo album in carriera

- terzo per la storica Malaco – e dedica l’intera raccolta all’indimenticabile ZZ Hill, che

proprio per l’etichetta di Jackson collezionò clamorosi successi nei primi anni ’80. “Down

Home Blues”, canzone manifesto, che all’epoca segnò il ritorno alle radici con un intreccio

schietto e verace tra blues e soul sudista, funge da magnifico “apripista”. Di seguito altre

undici tracce, tutte in origine nei fortunati dischi del vocalist texano, scomparso nel 1984.

Champion rilegge queste memorabili canzoni con il suo inconfondibile piglio, accorato e passionale, sempre molto concreto. Ma questa volta ancora con più sentimento e partecipazione, poiché “Steppin’ In” è dedicato anche a mamma Jerry Dean, che fece amare al giovanissimo Grady i dischi del suo artista blues preferito.

E l l i s M a n o B a n d - “ H e r e A n d N o w “ ( S u i s a )

I componenti di questo gruppo svizzero ( ! ! ! )hanno una notevole esperienza alle spalle.

Il cantante Chris Ellis è una presenza costante in spettacoli radio e Tv, non solo in patria, ma anche nella confinante Germania. Il chitarrista Edis Mano, di origine balcanica, ha

accompagnato i più titolati artisti svizzeri. Lo stesso dicasi per il bassista Severin Graf,

in arte “Mr. Groove” . Il batterista Nico Looser vanta trascorsi americani , al seguito di

Tracy Chapman e Scarlet Rivera, la celebre violinista di Bob Dylan. Tutti questi impegni

avevano sempre impedito di pensare seriamente ad un album d’esordio. Ma le cose sembrano essere cambiate e questo interessante “Here And Now” ne è la riprova tangibile. Dieci titoli originali – tutti firmati dai due leaders – con solidi riferimenti blues e rock – filtrati ed elaborati in maniera del tutto personale, una buona dose di originalità

e una notevole ricchezza di soluzioni.

T h e B B K i n g B l u e s B a n d - “ T h e S o u l O f T h e K i n g “ ( R u f )

A quattro anni dalla scomparsa del carismatico leader, la band di BB King rialza la testa

e pubblica un nuovo album che è un vero atto d’amore nei confronti dell’impareggiabile

“Re del Blues”. Russell Jackson, James Boogaloo Bolden, Eric Demmer & Co., con la

produzione di Terry Harvey, rivitalizzano alcuni “cavalli di battaglia” quali “Sweet Little

Angel”, “There Must Be A Better World…” e “Paying The Cost…” . Aggiungono poi nuove

composizioni, che il gigante di Itta Bena avrebbe senz’altro apprezzato e danno vita ad un

lavoro stupendo e magnificamente orchestrato, con registrazioni effettuate in California e

Texas. Per la ghiotta occasione invitano ospiti di prestigio in piena forma: Taj Mahal, Diunna Greenleaf, Kenny Wayne Shepherd e Kenny Neal. Da segnalare anche Michael Lee,

rivelazione assoluta lo scorso anno a “The Voice TV” con la strepitosa interpretazione di “The Thrill Is Gone”, canzone emblematica scelta per sigillare la raccolta. Blues di alta,

altissima classe si respira in ogni traccia. Nessuna preoccupazione, l’ eredità di Blues Boy

King è davvero in buone mani !

J o a n n e S h a w T a y l o r - “ R e c k l e s s H e a r t “ ( S i l v e r t o n e )

Scoperta e lanciata a soli sedici anni da Dave Stewart degli Eurythmics, la bionda cantante

e chitarrista inglese si è costruita col tempo una solida fama nello scenario del rock-blues

internazionale. Il suo stile, fiammeggiante e viscerale, con palesi venature soul e funk, si

ammorbidisce e diventa più sensuale, quando i ritmi più accesi cedono il campo a ballate e

canzoni romantiche. Dopo sei dischi, tutti ben accolti e considerati da pubblico e stampa, la Taylor ha deciso di dare una svolta alla propria carriera, trasferendosi negli States. A Detroit, dove ha preso casa, ha trovato anche il caro amico Al Sutton, noto produttore, molto felice di potersi occupare del nuovo album. E “Reckless Heart”, fresco e palpitante e registrato in presa diretta con una spiccata impronta “live”, non delude affatto, anzi…Il tutto funziona a meraviglia e Joanne può guardare al futuro con molto ottimismo.

L e A l t r e N o v i t à :

Heather Newman, Cheyenne James, Nancy Wright, Zac Harmon, Chris O’Leary, Tom Euler,

Sugaray Rayford, Mark Hummel, Terry Hanck, Rockin’ Johnny & Quique Gomez, Ben Levin, Savoy Brown, Johnny & Jaalene, Good Lovelies,The Maes, Jon Gindick, Ranzel E

Kendrick.

D a l P a s s a t o :

BB King with Ruth Brown, ZZ Hill, Big Jack Reynolds, Chris Youlden & The Slammers, Pete Seeger.

B e n v e n u t i a B o r d o !    

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M y s t e r y T r a i n d e l 4 L u g l i o 2 0 1 9 “ I n d i p e n d e n c e D a y ‘ s D r i n k B l u e s “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

T o n y C a m p a n e l l a - “ Taking It To The Street “ ( Gulf Coast )

Uno dei segreti meglio custoditi della scena blues di St.Louis, Missouri l’ italo-americano

Tony Campanella riceve maggiore visibilità grazie all’ aiuto di Mike Zito, suo concittadino

e “fan” di vecchia data. Da decenni considerato una sorta di leggenda vivente nei clubs e

locali notturni, Campanella non aveva mai compiuto il salto di qualità per amore della famiglia. Ma con i figli ormai adulti, è giunto il momento di spiccare il volo e questo esordio

ufficiale per la giovane etichetta di Zito, ci ripaga a pieno per la lunga attesa. Il blues di Tony, sferzante e vigoroso, è imbevuto di rock appassionato e incalzante. Il nostro è assolutamente credibile e ispirato come chitarrista, cantante e autore e quando non compone si affida alle celebri penne di Sonny Boy Williamson, Eddie Vinson e Albet King.

J o h n C l i f t o n - “ In The Middle Of Nowhere “ ( Rip Cat )

A un anno esatto di distanza dal pregevole “Nightlife”, il cantante e armonicista di Fresno, popolosa città della California centrale, torna a colpire con un nuovo lavoro, ancora su Rip

Cat. Emerso nei tardi anni ’80 alla guida della MoFo Party Band, Clifton ha lanciato la carriera solista quattro anni or sono, raccogliendo l’eredità “roots” di quel gruppo e continuando a elargire una miscela esplosiva di West Coast e Chicago blues, r&r anni ‘50

ed energico R&B di stampo “vintage”. Ma nel suo bagaglio stilistico confluiscono amabilmente anche tracce di jazz e country e in questo senso vanno lo strumentale “Cool

Spot In Hell” e il conclusivo e pirotecnico “Honky Tonk Night Time Man”, con la firma di

Merle Haggard. Il disco sfoggia anche altri brillanti originali e titoli di Howlin’ Wolf, Junior

Wells e Charley Jordan.

The Reverend Shawn Amos – “Kitchen Table Blues Vol. 2” (Put Together)

Personaggio alquanto singolare il californiano Shawn Amos. Figlio di Wally Amos, magnate

dell’ industria dolciaria hollywodiana, è stato “talent-scout” per Rhino e Shout ! Factory e

produttore di trasmissioni radiofoniche, prima di essere ordinato ministro di culto battista

e perdere la testa per il blues, in seguito alla lettura della triologia di Peter Guralnick, “Feel

Like Gong Home”. Titolare di alcuni piacevoli lavori all’insegna di quello che lui stesso definisce “joyful blues”, Amos ha da qualche tempo escogitato un modo insolito e curioso per far combaciare l’amore per il blues e la passione per la cucina. Invitare a casa amici musicisti, cucinare per loro e, tra una portata e l’altra, registrare in maniera informale qualche canzone. Questo secondo atto di “Blues al Tavolo di Cucina” presenta cinque tracce – tutti standards molto celebri – eseguite in compagnia di Jean McClain, Lester

Lands, la Mudbug Brass Band, la sassofonista Mindi Abair, poduttrice di un suo album

precedente e la figlia primogenita Piper. Blues tutto da gustare, tra un piatto e l’altro…

V a r i o u s A r t i s t s - “The Social Power Of Music“ (Smithsonian Folkways)

Questo prezioso cofanetto, pubblicato dalla benemerita etichetta “no-profit” di Washington,

DC punta i riflettori sulla valenza sociale della musica. L’assunto che sottende l’intera opera è che la musica connette la gente e viene elaborato attraverso quattro dischi, ognuno

dedicato ad un tema specifico. Nel primo troviamo canzoni di lotta e di protesta, con profondi risvolti politici. La musica sacra e religiosa occupa il secondo. Nel terzo trovano spazio brani scritti per eventi e feste di vario tipo, quali nascite, matrimoni, funerali e altro.

Il cd finale si occupa della globalizzazione mondiale della lotta per la libertà e la conquista dei diritti civili. Temi sviluppati attraverso la bellezza di 83 titoli – quasi 5 ore di musica –

selezionati con cura dallo sterminato catalogo dell’ etichetta e da altre case satelliti. Molte tracce provengono da dischi Arhoolie, storica label californiana, di recente acquisita da SFW. Così, accanto ad autentici giganti folk quali Woody Guthrie, Pete Seeger, Barbara Dane, Clifton Chenier e Flaco Jimenez, è presente una nutrita quantità di artisti

molto meno noti . E non solo provenienti dagli States, ma anche da Centro e Sud America,

Africa, Asia ed Europa. Un viaggio affascinante attraverso epoche, stili e continenti. Musica

e libertà, per unire i popoli del pianeta Terra.

L e A l t r e N o v i t à :

Tullie Brae, Meg Williams, Mary Lane, Michael Lee, Delbert McClinton, Billie Williams,

Mark Cameron, The Forty Fours, Michele D’Amour And The Love Dealers, Vanja Sky,

John Cee Stannard, Doug Collins & The Receptionists, Tiffany Pollack & David Johanson, Catherine Russell, Judith Owen, Terry Robb, Steve Howell & Jason Weinheimer.

D a l P a s s a t o :

Flaco & Max, Fannie Lou Hamer, The Doobie Brothers, Dave Alvin, Strange Creek Singers,

Lily Tchumba, Fats Domino, Dave Bartholomew, Woody Guthrie.

B e n v e n u t i a B o r d o !      

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