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PNR Afternoon
Redazione Musica,Redazione

ON AIR

M y s t e r y T r a i n N . 4 2 7 8 - 1 1 N o v e m b r e 2 0 1 8 “ B l u e s F o r A n g e l i n a “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :


A m a n d a F i s h - “ F r e e “ ( V i z z T o n e )

La sorella maggiore di Samantha Fish torna alla carica a tre anni di distanza dal folgorante

esordio –“Down In The Dirt” (VizzTone 2015)- molto apprezzato dalla stampa specializzata.

Cantante dalla voce appassionata e viscerale, Amanda ripropone e aggiorna il suo spavaldo

blues dall’ intenso sapore rock, con un ampio ventaglio d’ influenze che vanno dal R.L. Burnside ai Nirvana… Polistrumentista di elevata qualità – suona basso, chitarre, piano e

mandolino – Amanda si fa accompagnare dal fidato batterista Glen James e da un manipolo di ottimi solisti. Ospiti speciali il chitarrista californiano Alastair Greene e i compagni di etichetta Bob Margolin, Tyler Morris e Richard Rosenblatt.


B r u c e K a t z B a n d - “G e t Y o u r G r o o v e !“ (American Showplace)

Noto per i fruttuosi trascorsi al seguito di John Hammond, Delbert McClinton, Allman Brothers Band e i loro gruppi satelliti ( Butch Trucks’ Freight Train Band e Jaimoe’s Jasssz

Band ), il talentuoso tastierista del New Jersey prosegue spedito la sua marcia solista sotto

la bandiera della buona musica e, come recita il titolo del nuovo album, del più autentico

“groove”. In trio con i fedelissimi Chris Vitarello (chitarra e voce) e Ray Hangen (batteria)

e l’ aggiunta del bassista Matt Raymond e del leggendario batterista degli Allman Jaimoe,

Katz ci delizia con il suo entusiasmante stile fatto di soul-jazz, funk, blues e jam.

In scaletta preponderante il numero dei brani strumentali ( 7 su 11 ), che mettono in piena

luce le strabilianti capacità tecniche e interpretative del tastierista. Katz si destreggia

magnificamente tra pianoforte e Hammond B3, utilizzando quest’ ultimo anche in funzione

di basso in alcune tracce. “Prendetevi il Vostro Groove” ! Qui ce n’ è davvero per tutti…


S c o t t S h a r r a r d - “ S a v i n g G r a c e “ ( We Save Music )

Registrato in parte a Memphis, sotto la direzione di Scott Bomar e in parte ai mitici Fame

Studios di Muscle Shoals, Alabama, il quinto album di Scott Sharrard colpisce in pieno il

bersaglio. Il brillante chitarrista e cantante, per dieci anni direttore musicale nella band di

Gregg Allman, elabora un superbo lavoro, che è la quintessenza del “Suono Sudista”, un

magistrale connubio di roots rock, blues, soul e classico rhythm’ n’ blues. Storici i musicisti coinvolti nelle sessions : da Howard Grimes a Leroy Hodges, da David Hood a

Spooner Oldham. Tra le undici tracce della playlist – tutte assolutamente di prima qualità –

ci preme segnalare “Everything A Good Man Needs”, l’ ultima composizione di Allman prima

della prematura scomparsa e unica traccia registrata ad Harlem, NY. Nel brano spuntano due ospiti d’ccezione : Taj Mahal alla voce e il batterista Bernard Purdie. Sic et simpliciter, Grande Musica !


G i n a S i c i l i a - “ H e a r d T h e L i e “ ( Blue Elan )

Dodici anni esatti sono trascorsi da quando la giovanissima sirena di Philadelphia, Pa. esordiva con il promettente “Allow Me To Confess” ( Swingnation-2006 ). Da quel momento

in poi, attraverso altre sei pregevoli opere, iniziò un costante e inarrestabile processo di

maturazione, che continua sicuro con questo ottavo sigillo. Da qualche tempo residente a Nashville, Tenn. la cantautrice italo-americana rinnova la collaborazione con l’ etichetta di

Los Angeles, Ca. e si affida alle esperte mani di Dave Darling in veste di produttore. “Heard

The Lie” si fa subito amare per la sapida mistura di soul, country e pop, con il blues appena dietro l’ angolo. Le canzoni, quasi tutte originali, sono dirette, spigliate e molto

accattivanti, come nelle intenzioni dichiarate di Gina. Solo un paio di covers e, tra queste,

“Ready For Love”, perla rock dal primo album dei Bad Company ( 1974 ). Un plauso in più

anche per l’ iniziale “title-track” e per “Brighter Day”, scintillante duetto soul con la collega

di etichetta Janiva Magness.


L e A l t r e N o v i t à :

Markey Blue Ric Latina Project, Diane Durrett & Soul Suga, Joanne Shaw Taylor,

Delta Moon, Hadden Sayers, Peter V Blues Train, The War and Treaty, Jim Allchin,

Johnny & Jaalene, Mike Zito, Jerry Velona, The Ted Vaughn Blues Band, Low Lily,

Andrew Sheppard, Johnny Rawls, Blues Caravan 2017, Jon Cleary, J. P. Soars,

Anthony Geraci feat. Sugaray Rayford.


D a l P a s s a t o :

Keb’ Mo’, Louis Prima, The Allman Brothers Band.


B e n v e n u t i a B o r d o !           

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M y s t e r y T r a i n N . 4 2 6 1 - 4 N o v e m b r e 2 0 1 8 "R o c k i n’ T h e B l u e s O n A l l S a i n t s D a y "

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :B l u e & L o n e s o m e D u o - “ P a c i n g T h e F l o o r “ (EllerSoul)Lil’ Ronnie Owens ( voce e armonica ) e il fedele Gordon Harrower ( voce e chitarra ) si concedono una vacanza dai Grand Dukes, affermata blues band di Richmond, Virginia e si spingono fino alle radici del country blues. Suono rigorosamente acustico, nello stileglorioso di Sonny Terry & Brownie McGhee e Cephas & Wiggins e una gustosa miscela di cose proprie e gemme del passato (Muddy Waters,Jimmy Rogers, Slim Harpo,Eddie Taylor).Recuperano addirittura il primo James Brown con la classica soul ballad “Try Me” del 1958e il gioco è fatto. Il barattolo delle mance sul pavimento, in copertina, merita senz’ altro di essere riempito. A l a s t a i r G r e e n e - “ L i v e F r o m T h e 8 0 5 “ ( Rip Cat ) Per celebrare vent’anni di attività con la propria band, il chitarrista e cantante di Santa Barbara, Ca. ha scelto il pubblico casalingo del Soho Music Club. Due decadi all’ insegna di un potente ed energetico blues rock, sempre suonato come come Dio comanda e sette anni trascorsi ad infiltrarlo nel famoso “Progetto” di Alan Parsons. Alle spalle cinque prove di studio, di cui “Dream Train”, il più recente, particolarmente apprezzato. Questo nuovo album – ancora una volta per l’ etichetta di L.A. – ci consegna un trio ( Jim Rankin al basso e Austin Beede alla batteria ) in forma eccellente e un programma di venti canzoniequamente spartite su due cd’s , che esalta le qualità tecniche e il calore interpretativo dei tre musicisti. Parola d’ ordine ?...Rockin’ The Blues ! B i l l y H e c t o r - “ S o m e d a y B a b y “ ( Ghetto Surf Music )Veterano della scena “roots” di Asbury Park, NJ e delle “Spiagge del Jersey”, Billy Hector arriva al nuovo album con una quindicina di opere alle spalle. Noto come instancabile lavoratore, in proprio e per altri, il chitarrista e cantante che ha prestato servizio in tours di Hubert Sumlin e Joe Louis Walker, elabora ancora una volta quel vigoroso mix di blues, soul e rock, che rappresenta il tratto distintivo del cosiddetto “Jersey Sound”. Voci “soulful”,chitarre taglienti e potente sezione fiati, proprio come nei dischi di Southside Johnny e del primo Springsteen. Se questi nomi vi sono famigliari, siete avvertiti : con Billy Hector troverete pane per i vostri denti… M i k e Z i t o - “ F i r s t C l a s s L i f e “ ( R u f ) Lanciatissimo ormai anche come produttore – Freddie Pate, Jeremiah Johnson e DavidJulia sono solo gli ultimi di una lista già ben nutrita – il chitarrista e cantante di St.Louis,Missouri ma texano d’ adozione, trova uno spiraglio per curare la carriera solista e pubblicaun nuovo lavoro, a due anni di distanza dall’ ottimo “Make Blues Not War”. Sulla scia dellafortunata partecipazione alla più recente “Carovana Blues” di casa Ruf, insieme a Vanja Sky e Bernard Allison, Zito ci stupisce con un’ altra opera di straordinario valore. Undici brani registrati in un solo giorno, a dimostrazione del felice momento e della magica intesa con la band che lo accompagna. Un vibrante e saporito insieme di blues e rock, che emana un continuo fluido di energia positiva. I testi ricordano le difficili vicende personali del passato e il pieno riscatto del presente con l’aiuto della famiglia e della musica. Musica di“prima classe”, così come la sua nuova vita…L e A l t r e N o v i t à : Rachelle Coba, Brigitte Purdy, Fiona Boyes, Frank Bey, Shari Puorto Band,Sean Chambers,Randy McAllister and The Scrappiest Band In The Motherland, Swampcandy, Buddy Guy,Johnny & The Headhunters, Big Harp George, Asleep At The Wheel, Shemekia Copeland,Kate Campbell, Surrender Hill, Van Morrison & Joey Defrancesco, In Layman Terms, Popa Chubby. D a l P a s s a t o :Tony Joe White, Southside Johnny & The Asbury Jukes, Dr. John & The Neville Brothers. B e n v e n u t i a B o r d o !      
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M y s t e r y T r a i n N . 4 2 5 2 5 - 2 8 O t t o b r e 2 0 1 8 “ C a n ‘ t S t o p L o v i n g Y o u “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :


Michele D’ Amour & The Love Dealers - “ Wiggle Room “ ( BluesKitty )

Bambina prodigio nella maniera più classica – a sei anni è già pianista, poco dopo inizia a

cantare nel coro della chiesa e a comporre poesie – Michele D’ Amour è oggi una cantante

affermata e molto nota nell’ area urbana di Seattle, Washington. Alla guida dei Love Dealers

dal 2014, Michele approda, con una formazione rinnovatissima, alla quarta prova di studio.

Per l’ occasione, alla già ricca e variegata miscela di stili ( blues, funk, sol, rock ) vengono

aggiunti nuovi gustosi ingredienti : jazz, swing, boogie, latin e qualche briciola di country e gospel. Operazione riuscita a pieno e “Wiggle Room”, con i suoi deci titoli originali, non

tradisce le attese e risulta paticolarmente piacevole e stimolante. Da non perdere.


Elizabeth Mitchell and Suni Paz - “Tu Eres Mi Flor“ (Smithsonian Folkways)

Si susseguono a ritmo serrato le pubblicazioni per festeggiare i 70 anni dell’ etichetta fondata da Mose Asch e assorbita nel 1987 dall’ Istituto Smithsonian. Questa volta puntiamo i riflettori su un delizioso album dedicato ai bambini e cantato in spagnolo.

Protagoniste due artiste che hanno avuto trascorsi eccellenti con l’ etichetta “no profit”

di Washington, DC.: Elizabeth Mitchell e Suni Paz. La prima, affermata folk-singer di

Woodstock, NY, da una dozzina d’anni con SF; la seconda, argentina di orgini italiane

- all’ anagrafe Elsa Calandrelli – con un primo lavoro per Folkways risalente al 1973.

La loro collaborazione, da tempo nell’ aria, si concretizza con un’ opera ricca di fascino

e in linea con la tradizionale attenzione dell’ etichetta per le canzoni dell’ infanzia. Da

non dimenticare, a questo proposito, le storiche incisioni di Ella Jenkins. In programma

17 titoli di diversa provenienza ( Pete Seeger, Bob Marley, Jimmy Davis…), ma con un

Comune denominatore : il tema dell’amore, della fratellanza e l’ accettazione delle diversità.

Tra i numerosi ospiti ricordiamo il celebre percussionista Jerry Marotta e Dan Zanes, autore di un brano ( “Hola” ) e, lo scorso anno, dello straordinario “Lead Belly, Baby !” ,

sempre su SF.


J . P . S o a r s - “ S o u t h b o u n d I - 9 5 “ ( Soars High Productions )

Siamo diretti verso sud su una delle arterie più trafficate degli States : la I-95.

L’ autostrada più importante della East Coast parte da Miami, Florida e, attraverso vari

Stati si spinge verso Nord fino al freddo Maine e ai confini col Canada. La nostra colonna

sonora è il nuovo, quarto album di J.P. Soars, il quarantenne cantante e chitarrista nato

in California, cresciuto nell’ Arkansas e dall’ 85 residente proprio nel sud della Florida.

E non pensate di annoiarvi, la musica è quanto di più vario si possa immaginare. Non

poteva essere il contrario, con un tipo che non è certo un “one–trick pony”, uno che sa

fare solo una cosa. Soars, infatti, ha sempre citato, tra le sue fonti d’ispirazione, un ventaglio di nomi spaventosamente ampio. Da T-Bone Walker a Louis Armstrong, da Howlin Wolf a Willie Nelson, da Tito Puente ai Van Halen ! ! ! Tutto questo e anche di più

nelle tredici tracce autografe e due “covers “ ( Muddy Waters, Albert King ) che compongono

la raccolta. Dal feroce surf della “title-track” al sognante strumentale “Across The Desert”,

con ospite speciale Lee Oskar, il leggendario armonicista degli War. In mezzo tanto blues,

soul, jazz, country, rock & more. Formidabile ! Anche l’ esilarante copertina in stile “cartoon”.


M a t t y W W a l l - “ S i d e w i n d e r “ ( Hipsterdumpster )

Il giovane e talentuoso cantante e chitarrista – apprezzabile su entrambi i fronti – australiano conferma con il nuovo album le promesse del felice esordio di due anni fa

( Blues Skies – 2016 ). Wall alza il tiro e piazza dietro la consolle un mostro sacro degli

studi d’ incisione : quel Bob Clearmountain che , in passato, fece incetta di “grammys”

al seguito di Bruce Springsteen, Santana e David Bowie. Il vorticoso inizio strumentale

di “Slideride” cede il posto ad una poderosissima “title-track”, tutta fuoco e passione.

Da lì in avanti un tagliente blues rock scorre libero, senza inciampi, con Matty che ci mette

molto del suo e quando va a scomodare qualcun altro, colpisce sempre il bersaglio. Ottime

infatti le covers di Sam Cooke ( “A Change Is Gonna Come” ) , Don Nix ( “Going Down” ) e la conclusiva “Mississippi Kkkrossroads” di Chris Thomas King, dove blues e hip hop si intrecciano a ritmo travolgente.


L e A l t r e N o v i t à :

Kat Riggins, Sandy Carroll, Regina Bonelli, Johnny & Jaalene, David Julia, Bobby G,

Dave Keller, The Wildcat O’Halloran Band, Dennis Herrera, Jerry Velona, Maria Muldaur,

Laurie Jane & The 45’s, The Ragtime Rumours, The Circus In Flames, Colin James,

Anthony Geraci (voc. Michelle “Evil Gal” Willson & Brian Templeton), Keeshea Pratt Band,

Judith Owen, Berra Karlsson.


D a l P a s s a t o :

Ray Charles, John Lee Hooker with Robert Cray, Don Gibson.


B e n v e n u t i a B o r d o ! 

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M y s t e r y T r a i n “ D o w n U n d e r B l u e s G i r l s “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :B i g H a r p G e o r g e - “ U p t o w n C o o l “ ( Blues Mountain )E’ l’ “homo novus” dell’ armonica cromatica, uno strumento che in California vanta due illustri predecessori : George Smith e William Clarke. George Bisharat, nelle vene sangue irlandese e palestinese, si è deciso quasi sessantenne a fare sul serio, dopo una lunga e stimata carriera di avvocato e professore di diritto. Il sorprendente esordio nel 2014 con“Chromaticism”, seguito lo scorso anno dall’ altrettanto esaltante “Wash My Horse In Champagne”. Questa volta tocca a “Uptown Cool” – gran bel titolo…- e il livello qualitativo è ancora più elevato. Registrato sempre ai Greaseland Studios di S.Josè, con un gruppo dibrillanti solisti guidato da Kid Andersen, l’ album ci consegna un artista in continua evoluzione, padrone di uno stile ricco e multiforme, che abbraccia blues e r’n’b con riferimenti a Chicago, Memphis e New Orleans, latin jazz e salsa cubana e un tocco di gospel. La voce limpida e fresca di Bisharat e il suono unico della sua cromatica ci accompagnano in un viaggio musicale ricco di gioia e di sorprese. Autentico “good time” blues, festoso e spumeggiante.E u g e n e H i d e w a y B r i d g e s - “Live In Tallahassee” ( Armadillo )Alla già consistente discografia del chitarrista e cantante di New Orleans si aggiunge questonuovo lavoro, resoconto di un concerto tenuto nello storico Bradfordville Blues Club di Tallahasse, Florida l’ 11 agosto dello scorso anno. Alla seconda uscita “dal vivo” – da non dimenticare l’ ottimo “Live In San Antonio” del 2011 – Eugene mantiene fede alla fama di intrattenitore di alta classe e offre una “performance” dinamica e generosa. Quasi 80 minuti in cui blues, soul e r’n’b e country diventano, come sempre, assoluti protagonisti , con un programma che snocciola una ventina di brani originali, vitali e pulsanti, ripescatidai numerosi dischi di studio. Unica “cover” la lunga “Sweet Little Angel”, dal libro di B.B.King, insieme a Sam Cooke, la maggiore fonte ispirativa di Bridges. V a n e s s a C o l l i e r - “ H o n e y U p “ ( Phenix Fire )Non si adagia di certo sugli allori, Vanessa Collier. La giovane cantante e sassofonista diClarksville, Maryland ha già fatto incetta di premi e riconoscimenti con i due precedentidischi, ma non accenna affatto a rallentare la corsa. Il nuovo eccellente “Honey Up” conferma ed esalta le sue immense doti tecniche e la sua travolgente energia. Ancora funk, soul,blues e rock, mescolati con gusto e serviti in un piatto saporito e invitante.Una decina di titoli autografi – eccezion fatta per “Love Me Like A Man” di Chris Smithers,già cavallo di battaglia della giovane Bonnie Raitt – che non lasciano dubbi sulle strabilianti capacità della ragazza. Nella valida band che la sostiene, brilla sempre di più la stella della chitarrista Laura Chavez e, direttamente dai Roomful Of Blues, arriva il trombettista Doug Woolverton a dare più colore ad un suono già molto variopinto.D e n n i s J o n e s B a n d - “ W e 3 L i v e “ ( Blue Rock )Chitarrista dallo stile blues-rock roccioso e muscolare, il californiano Dennis Jones torna alla ribalta – ed è proprio il caso di dirlo…- con un disco registrato “on stage” nel gelido Montana. Dopo il felice esordio nella band di Zac Harmon e cinque album di studio particolarmente apprezzati, il chitarrista e cantante di Los Angeles , incendia con il suo “power trio” ( Sam Correa al basso e Raymond Johnson dietro ai tamburi ) la platea dellaBeaver Creek Brewery di Wilbaux, infondendo nuova energia a brani tratti dai precedenti lavori e affidando la chiusura ad una debordante rilettura di “Under A Bad Sign” di AlbertKing. Nella sferzante “Hot Sauce” c’ è anche spazio per una estesa citazione di “3rd Stone From The Sun”, celebre strumentale dal primo disco di Jimi Hendrix (1967). La lunghezza d’ onda è proprio quella… Se andate matti per Experience, ZZ Top, Cream e Double Trouble, “We 3 Live” fa proprio al caso vostro. Approfittattene ! L e A l t r e N o v i t à :Kara Grainger, Fiona Boyes, Shari Puorto, Dale Bandy, Jim Allchin, Mike Zito, Bryan Lee,Johnny Rawls, Big Apple Blues, Blues Caravan 2017 ( Vanessa Collier ), Scott Sharrard,Tom Peterson, Mariachi Reyna De Los Angeles, Nichole Wagner, Billy Price, Bob Margolin, George Lilly And The Half-Fast Allstarz. D a l P a s s a t o :Aretha Franklin, Los Lobos, Smokey Robinson & The Miracles.B e n v e n u t i a B o r d o !  
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M y s t e r y T r a i n N . 4 2 3 1 1 - 1 4 O t t o b r e 2 0 1 8 “ O I d S c h o o l P e o p l e “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :


J e r e m i a h J o h n s o n - “ S t r a i t j a c k e t “ ( Ruf )

Spirito ribelle con un passato turbolento, il giovanotto di St. Louis, Missouri torna ancora una volta in Texas e si affida alle esperte mani di Mike Zito, ormai in forte ascesa anche

come produttore. L’ album è una vibrante sintesi di “original American rock’ n’ blues with

southern–fried soul”. Sue parole, che siamo pronti a sottoscrivere senza indugio. Quartetto

senza tastiere, ma con un sassofonista ( Frank Bauer ) sempre molto attivo e puntuale, a cui si aggiunge Zito con la chitarra ritmica. Un programma tutto originale, dove i generi

sopra citati, con qualche finezza jazz, s’ incontrano ad alti livelli e fuochi d’ artificio nel finale con il recupero di “Rock & Roll Music To The World”, lanciato nel 1972 dagli inglesi

Ten Years After.


L a w e r e n c e L e b o - “ O l d S c h o o l G i r l “ ( On The Air )

Da più di tre decadi attiva sulla scena “roots” della “Città degli Angeli” ed eletta “miglior

cantante blues della metropoli nel 2014 dalla rivista “L.A. Weekly”, Lawrence Lebo approda

al sesto album e ribadisce una volta di più l’assoluta fedeltà alla tradizione. Dal titolo programmatico e con solo ventotto minuti di musica, “Old School Girl” è un disco che conquista sin dalle prime note, con sei nuovi titoli, di cui “Stop Shouting Your Business”,

incursione in ambito zydeco, proposto in due versioni. Unica “cover”, la classicissima “Stormy Monday” di T-Bone Walker, eseguita con eleganza. Lawrence, voce fascinosa e ammiccante, è supportata da una band coi fiocchi, guidata dal marito, il bassista Denny

Croy, noto per il brillante sodalizio con Doug Macleod e i trascorsi con l’ Orchestra di Brian Setzer.


Cyril Neville - “Endangered Species : The Essential Recordings“ (World Order)

Protagonista assoluto della ricca scena musicale della Crescent City – prima con I Meters,

poi con i Neville Brothers e , più di recente, con i Royal Southern Brotherhood – Cyril Neville ripercorre la lunga e gloriosa carriera con un cofanetto quintuplo, che viene ridotto

a un solo disco per esigenze radiofoniche. Purtroppo la raccolta singola è completamente priva di “credits: niente date e nessuna lista di musicisti coinvolti. Solo grande musica, coloratissima ed eccitante. Un distillato molto generoso di tutto ciò che si può ascoltare a

New Orleans : soul, blues, r&b, jazz, funk, afro, rap, “beats” caraibici e “second line”. Ritmi

e colori sgargianti per una coinvolgente festa di strada e testi che riflettono il costante impegno sociale della famiglia Neville.


T h e P r o v e n O n e s - “ W i l d A g a i n “ ( Roseleaf )

Autentico supergruppo ideato da Willie J.Campbell (basso) e Jimi Bott (batteria), affermata

sezione ritmica di Portland, Oregon e completato dal chitarrista Kid Ramos (Los Angeles,Ca)

e da Anthony Geraci (tastiere) e Brian Templeton (voce),entrambi di Boston,Massachussets,

i Proven Ones non tradiscono le aspettative di chi li apprezza già da molto tempo. “Wild Again” è infatti un disco che ci offre una corroborante miscela di blues, rock e soul, con alcuni titoli originali di pregevole fattura e la ripresa di brani del passato, appartenenti ai

repertori di Fats Domino, Gary Moore, Clarence Carter e Lennon/McCartney. Gran classe

ed esperienza. Teneteli in seria considerazione.


L e A l t r e N o v i t à :

Michele D’ Amour & The Love Dealers, Dana Fuchs, Johnny & Jaalene, Bobby G, Sean

Chambers, Damon Fowler, Kirk Fletcher, Detonics, Brett Perkins & The Pawnshop Preachers, Deb Ryder & Chris Cain, Eryn, Blue & Lonesome Duo, Ry Cooder, Jonathan

Edwards ( Epilogue – Tribute to John Duffy ), Kate Campbell, Los Texmaniacs, Kid Ramos.


D a l P a s s a t o :

Big Brother & The Holding Company ( Janis Joplin ), Aretha Franklin, Otis Rush, James

Harman, Los Straitjackets, Sam Cooke.


B e n v e n u t i a B o r d o ! 

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