NEWS

DETTAGLIO NEWS

Dalle 08:15 alle 13:00
City Life Attualità e cultura
Andrea, Lucia

ON AIR

Intervista a Raf

*a cura di Emanuela Crosetti per RadioPNR

Benvenuto Raf! E' uscita, a fine anno scorso, la tua ultima raccolta di brani che si intitola “Le ragioni del cuore”. Come nasce l'idea di riarrangiarli in chiave elettro-pop?

Era un'idea già di qualche anno fa. Si era poi presentata la possibilità di realizzare questa raccolta e ho chiesto alla Sony di investire per dar vita a qualcosa di più creativo, anziché fare un semplice copia-incolla dei brani. Perciò ho portato tutti i suoni elettronici di ultima generazione e i synth analogici più datati nella musica pop. E' stata una sperimentazione che cercherò di ripetere nei miei prossimi album di inediti.

 

I due inediti all'interno dell'album “Le ragioni del cuore” e “Questa notte” sono stati realizzate appositamente per questo disco o era materiale precedente in attesa di pubblicazione?

Non ho mai materiale in sospeso. Quando faccio un album, i brani allo stato embrionale, se non riesco a finirli, di solito non li vado a ripescare. Perciò sono due brani scritti nello stesso periodo in cui stavo realizzando gli arrangiamenti nuovi della raccolta.

 

Di cosa parla il brano “Le ragioni del cuore”?

E' una sorta di esortazione a cercare, malgrado questi periodi difficli, di rimanere ancorati al presente e non attaccarsi troppo al passato. Ma nemmeno contare troppo sul futuro. E' giusto credere nel tempo che verrà, ma non bisogna dimenticare che l'unica realtà possibile è il presente. Bisogna ricordarlo per riuscire a risolvere problematiche che si presentano quotidianamente. Per cui è importante sempre affrontare il presente nel miglior modo possibile e non perdersi le cose piccole di tutti i giorni. La vera lucidità sta nel riappropriarsi di una consapevolezza persa perchè oggi pensiamo a rendere piena la nostra vita con cose che non ci rendono veramente felici. E' un vizio di forma che ci fa evolvere in modo sbagliato. La serenità che avevano le generazioni passate le stiamo perdendo a causa di un eccessivo consumismo e di eccessiva fretta.

 

Hai alle spalle una carriera quasi trentennale e questa raccolta la riassume. Come ti senti di fronte al tuo passato artistico?

Penso di aver fatto le cose sempre con estrema onestà, anche se, per carattere, sono piuttosto molto severo con me stesso. Di tutto ciò che ho portato a termine sono contento anche se sicuramente avrei potuto fare cose diverse. Ho avuto un passato musicale ben diverso da quello per il quale poi sono diventato popolare e ho vissuto all'inizio con frustrazione le cose che realizzavo. Piano piano ho poi cercato di avvicinare la musica leggera alla mia personalità. Ad oggi, di gran parte dei miei dischi ne vado molto fiero. E' musica pop fatta con grande dedizione. E' musica leggera apparentemente facile da recepire ma molto difficile da scrivere e da pensare. Ma è motivo di orgoglio per me se questi dischi diventano importanti per molte persone.

 

Come mai realizzare una raccolta così importante dopo solamente un anno dall'uscita del tuo ultimo album di inediti che si intitola “Numeri”?

Lo dico senza nessuna remore e non ho problemi ad ammettere che, nel momento in cui un cantante pop ha rapporti con delle case discografiche, deve mettere conto anche le uscite delle raccolte che sono previste dalle stesse. In prospettiva di questa raccolta, che la Sony aveva comunque in programma, ho voluto gestirla in modo che avesse un senso e che non fosse solamente un mero riproporre vecchi brani storici. Volevo che dietro ci fosse un lavoro e, comunque, uno sforzo creativo.

 

All'interno dell'album hai coinvolto il musicista rap Entics per la realizzazione del brano “Salta più in alto”. Come è nata questa collaborazione con lui?

La collaborazione iniziale era con Stefano Fontana, un music-maker più che un vero e proprio dj. E' un produttore di sonorità dance. Da questa collaborazione è nata poi anche quella con Entics, perchè volevo che la parte rappata del brano fosse rinnovata. Lui è un rapper doc che ho scelto tra quelli di ultima generazione. Per il suo modo di fare l'hip-hop, ho pensato che fosse più affine a quello che stavo facendo perchè ha un taglio che si sposa molto bene con la mia musica. E' stata, perciò, una collaborazione felice e azzeccata, almeno per quanto mi riguarda.

 

E per quanto riguarda quella con Frankie HI-NRG?

Con lui è stata una collaborazione più spontanea perchè lo conosco da anni. Dal momento che avevo composto una canzone che aveva un tema sociale piuttosto importante, lui mi sembrava quello più adatto, perchè il suo punto di vista, per molti versi, è simile al mio. Non avremmo, perciò, avuto divergenze nel trattare un argomento così importante.

 

Con quale criterio scegli le persone con cui collaborare?

Innanzitutto, per quanto riguarda gli artisti con i quali ho la tendenza a collaborare con regolarità, essi sono soprattutto persone con cui mi trovo bene sul piano umano, persone con le quali trascorro molte lore in studio e con le quali ho affinità musicali ma anche caratteriali: in pratica, dobbiamo avere la stessa visione su ciò che andiamo realizzando. Per quanto riguarda le collaborazioni più recenti, invece, si tratta di partnership che sono nate casualmente, magari dopo un ascolto o un semplice incontro.

 

Stai già lavorando al tuo prossimo album di inediti?

Non ancora. Se mi riuscirà di finire queste collaborazioni presto, mi metterò a pensare alle cose mie..

 

Oltretutto se ancora in tour per quest'anno..

Sì, ma non per tutto il 2013, nel senso che il tour finirà a breve e contemporaneamente finirò anche il mio lavoro in studio per qualto riguarda le collaborazioni che ho iniziato con altri artisti. Quindi tra poco sarò pronto a fare cose nuove per me, il che significa che potrei ipotizzare l'uscita del mio prossimo album a distanza di un anno, anche un anno e mezzo.